Se ti rottamo il nonno…Oltre la Festa Nazionale la ricchezza di una presenza
LO SPECIALISTA/È PERSONA PRIMA CHE PAZIENTE
La geriatria dal greco γέρων, “vecchio, anziano” e ἰατρεία, “cura” è quella branca della medicina che si occupa dell’assistenza medica, psicologica e socioeconomica dell’anziano attraverso la valutazione degli aspetti fisici e cognitivi, delle attività della vita quotidiana, nonché della situazione sociale ed economica, poiché ognuno dei punti elencati concorre a determinare lo stato di salute ed il rischio di eventi morbosi invalidanti. Ciò è possibile attraverso la “valutazione multidimensionale”, strumento clinico squisitamente geriatrico che consente un approccio specifico al paziente anziano, quasi sempre affetto da plurime comorbilità, e la stima del grado residuo di autonomia, elemento imprescindibile dello stato di salute.
Nella pratica quotidiana l’assistenza sanitaria geriatrica si esplica su più livelli. Nella fase iper-acuta di malattia le cure primarie sono garantite dalle geriatrie ospedaliere, mentre in quella sub-acuta o cronica sono i geriatri specialisti ambulatoriali che, nell’ambito dei distretti Socio-Sanitari, forniscono visite domiciliari ed attività ambulatoriale. Nel caso invece di pazienti maggiormente bisognosi dal punto di vista assistenziale o socio-sanitario, vengono individuati dall’Unità di Valutazione Multimensionale competente, percorsi assistenziali alternativi come la destinazione alle Residenze Sanitarie Assistite o l’assistenza domiciliare integrata. I disturbi cognitivi infine, (nella maggioranza dei casi M. di Alzheimer) vengono valutati e seguiti periodicamente dallo specialista geriatra nell’ambito dei Centri U.V.A. (Unità Valutativa Alzheimer) ed eventualmente indirizzati ai Centri Diurni. L’aumento della popolazione anziana rappresenta ormai un fenomeno importante della società contemporanea.
L’Europa rappresenta il continente più “anziano” del mondo e l’Italia con quasi il 20% di ultrasesantacinquenni è una delle nazioni più “vecchie”. Se le problematiche che caratterizzano l’anziano sono cronicità, progressività, instabilità, fragilità, disabilità e ridotta aspettativa di vita, i principi della medicina geriatrica devono costituire patrimonio comune di quanti operano nei diversi settori della sanità e dell’assistenza all’anziano, dai medici di medicina generale agli specialisti, alle figure professionali non mediche. Non tenerne conto significherebbe perdere la sfida che l’invecchiamento della popolazione pone alla società contemporanea e focalizzare l’attenzione sulla malattia e non sul malato. In ultimo bisogna sfatare quello che probabilmente è il pregiudizio più diffuso, e cioè che “invecchiamento è sinonimo di malattia”.
L’anziano non deve essere considerato necessariamente malato ma al contrario va aiutato a mantenere valide tutte le proprie risorse e all’insorgenza di un evento morboso deve essere curato adeguatamente, senza pessimismo o eccessivo interventismo. Ma sopra ogni cosa non va dimenticato che spostando l’attenzione dal malato alla malattia si finisce col trascurare il paziente come persona, spinti dall’illusione che, curando sempre meglio l’infinitamente piccolo, grazie alla disponibilità di tecnologie sempre più sofisticate, si possa dimenticare l’infinitamente grande: l’uomo.
Luca Baldassarre
Medico Geriatra















