Se ti rottamo il nonno…Oltre la Festa Nazionale la ricchezza di una presenza
Cosa ne pensano i giovani
UNO SCONTRO GENERAZIONALE TROPPO COMODO
È di pochi giorni fa l’ennesimo violento insulto operato dal politico di turno verso i giovani un tempo “bamboccioni”, poi “sfigati” ed oggi anche “choosy” (schizzinosi). A tali gratuiti insulti i giovani rispondono con la richiesta di “farsi da parte” con l’intento di “rottamare”. E così da anni tutto ciò è descritto come uno scontro generazionale. Comodo, troppo comodo! Non considerare la deriva valoriale che affligge la nostra società dalla fine degli anni ’60 è indice della scarsa volontà di affrontare il problema.
In una società basata sul consumismo, sul libertinaggio e su una famiglia che risulta isolata (se non inesistente o peggio dilaniata), ci si accorge all’improvviso che i giovani, un tempo bambini parcheggiati dinanzi alla tv, non hanno un lavoro. Ad accendere la spia è stato il calo delle vendite dei beni di consumo, altrimenti nessuno se ne sarebbe accorto! Che differenza da quando Bernardone, che pure era pronto a donare tutto al proprio erede, si rivide consegnare le vesti da un figlio “ingrato”! San Francesco e suo padre parlavano linguaggi diversi ma erano pieni di buoni propositi.
I giovani d’oggi con i loro padri non hanno mai parlato e quindi si limitano a chiedere il loro posto di lavoro quando dovrebbero pretendere molto di più: un dialogo, la pazienza di trasferire la propria esperienza, il coraggio di battersi contro le storture della società, la rinuncia alle proprie mille comodità per avvicinarsi a loro.
Smettere di pensare solo a sé, è una maturità mai conseguita da una generazione che ha fatto dell’io il centro del proprio universo. In altre parole, se da una parte i giovani sono un investimento per il quale i padri non vogliono rischiare, dall’altra i padri sono un tesoro che si cela da troppo tempo ai figli. Tutto ciò deve cambiare.
Alessandro Taurino















