Pubblicato in: Sab, Giu 22nd, 2013

Si scrive Mobbing, si legge Persecuzione

Purtroppo come per lo Stalking, casi isolati di Mobbing non costituiscono reato, c’è quindi, la necessità di fornire una rosa di prove che accertino l’effettiva sussistenza e gra­vità di tali atteggiamenti persecutori. Ad ogni modo l’assenza di una speci­fica normativa, non impedisce la di­fesa dal fenomeno criminale, il quale verrà inteso dall’opera di interpreta­zione dei giudici, essi garantiranno la tutela della vittima in termini di san­zioni e risarcimento dei danni subiti.

Si risponderà, dunque, di lesioni per­sonali gravi o gravissime, anche col­pose, perseguibili d’ ufficio, nel nome delle norme costituzionali, poste a difesa della persona in quanto tale, ri­conoscendo la sua salute come diritto fondamentale. Si stabilisce, infatti, che qualunque sia il fatto doloso o colposo, causan­te ad altri danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto al risarcimento, poiché configurato nel principio generale di responsabilità che sancisce il divieto di provocare lesioni al prossimo.

Uscire dalle grin­fie del mobber è un cammino lungo e difficile, però possibile. Importante sarà la pratica della pazienza, perché dopo un periodo di scoraggiamento, il tempo risanerà le ferite e la giustizia farà il proprio corso, dando al malfattore ciò che merita. La denuncia è il primo passo verso la serenità inte­riore. Un buon avvocato, che magari non abbia legami con l’azienda di ap­partenenza, potrà riconoscere il reato e procedere per vie civilistiche.

Vito Franco 

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