Si scrive Mobbing, si legge Persecuzione
Purtroppo come per lo Stalking, casi isolati di Mobbing non costituiscono reato, c’è quindi, la necessità di fornire una rosa di prove che accertino l’effettiva sussistenza e gravità di tali atteggiamenti persecutori. Ad ogni modo l’assenza di una specifica normativa, non impedisce la difesa dal fenomeno criminale, il quale verrà inteso dall’opera di interpretazione dei giudici, essi garantiranno la tutela della vittima in termini di sanzioni e risarcimento dei danni subiti.
Si risponderà, dunque, di lesioni personali gravi o gravissime, anche colpose, perseguibili d’ ufficio, nel nome delle norme costituzionali, poste a difesa della persona in quanto tale, riconoscendo la sua salute come diritto fondamentale. Si stabilisce, infatti, che qualunque sia il fatto doloso o colposo, causante ad altri danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto al risarcimento, poiché configurato nel principio generale di responsabilità che sancisce il divieto di provocare lesioni al prossimo.
Uscire dalle grinfie del mobber è un cammino lungo e difficile, però possibile. Importante sarà la pratica della pazienza, perché dopo un periodo di scoraggiamento, il tempo risanerà le ferite e la giustizia farà il proprio corso, dando al malfattore ciò che merita. La denuncia è il primo passo verso la serenità interiore. Un buon avvocato, che magari non abbia legami con l’azienda di appartenenza, potrà riconoscere il reato e procedere per vie civilistiche.
Vito Franco















