Si scrive Mobbing, si legge Persecuzione
L A PSICOLOGA/ANSIA E DEPRESSIONE I SINTOMI PIÙ COMUNI ALLO STRESS DA “MOBBER”.
IN PROVINCIA DI LECCE COLPISCE IL 21% DEGLI OCCUPATI (DATI 2005)
Il mobbing è una forma di terrore psicologico esercitata (in modo normalmente subdolo) in ambiente lavorativo nei confronti di un preciso individuo ed attuata, per mezzo di meccanismi psicologici profondi, all’interno di una struttura con una gerarchia rigida che prestabilisce ruoli e funzioni diverse. Il primo ad utilizzare il termine “to mob” (“assalire accerchiando”) con un significato intrinseco di aggressività è stato lo studioso Konrad Lorenz per descrivere il particolare comportamento delle anatre selvatiche che si coalizzano circondando un proprio simile per costringendolo ad allontanarsi dal gruppo.
Solitamente si parla di mobbing in riferimento ai luoghi di lavoro, ma il fenomeno riguarda ogni aggregazione sociale come la famiglia, la scuola, l’esercito, assumendo il nome di maltrattamenti, bullismo, nonnismo. Il termine indica comunque una situazione di pressione psicologica esercitata da un aggressore, il “mobber”, ossia colui che mette in atto la condotta vessatoria e persecutoria verso una vittima, il “mobbizzato”. Mentre il primo è un soggetto carismatico, con una personalità narcisistica di tipo maligno ed egocentrica, che predilige comportamenti aggressivi per il raggiungimento dei propri obiettivi e cerca nel conflitto la conferma della propria identità e stima, il secondo potrebbe presentare meccanismi di difesa non abbastanza strutturati ed adattivi per fronteggiare le persecuzioni.















