Sindaci di Confine:In quale Provincia? I perché delle nostre scelte
Sono giorni decisivi per il Governo che deve ridisegnare la geografia politica e amministrativa del nostro Paese. Intanto le comunità si interrogano.
Lo scorso luglio il Consiglio dei Ministri ha dettato le regole per ridisegnare la geografia politico-amministrativa del nostro Paese. Ancora una volta protagonista di importanti cambiamenti sulla scena economico-politica è la “spending review”, il processo di revisione della spesa avviato dal Governo Monti con il fine ultimo di risanare l’economia italiana. Ad essere sotto tiro sono le Province, prossime vittime di una sforbiciata che vede lo sviluppo del Paese ben lontano da una logica di micro feudi. Attraverso la manovra in capo a Regioni, Province e Comuni, infatti, il Governo ha previsto il recupero di circa 15 miliardi di euro.
Nello specifico, i criteri per la riduzione e l’accorpamento delle province sono stati decisi sulla base delle dimensioni territoriali e della popolazione residente in ciascuna provincia, facendo riferimento ai dati dell’ultimo censimento. Sono fatte salve le province nel cui territorio si trova il comune capoluogo di regione e le province confinanti solo con province di regioni diverse da quella di appartenenza e con una delle province interessate dall’istituzione delle Città metropolitane. Se i criteri “salva-provincia” dovessero essere confermati,la Pugliaperderebbela Bat, Brindisi e Taranto che sarebbero accorpate alle superstiti Bari, Lecce e Foggia.
Situazione, questa, che ha già creato malumori su più fronti: legami affettivi, interessi politici ed economici si intrecciano in questo nuovo panorama amministrativo ridando vita alle storiche rivalità tra popolazioni attigue. In particolar modo, tra i comuni brindisini, qualcuno proprio non ci stanno a finire “sotto” Taranto e, rivendicando un ritorno alle origini, punta verso la provincia salentina. Si tratta di quei comuni che, trovandosi a limite di provincia, godono della possibilità di scegliere se rientrare nella nuova provincia di Taranto oppure riversarsi verso l’ambita Lecce.
I comuni di Cellino San Marco, San Donaci, Torchiarolo, San Pietro Vernotico e San Pancrazio Salentino avrebbero già deciso a favore della provincia salentina. La decisione è ancora sospesa, invece, per il comune di Torre Santa Susanna.
LA LEGGE DELLO STATO: SICURAMENTE BRINDISI NON SARÀ PIÙ CAPOLUOGO
L’art. 17 del D.L. 95/2012, convertito in Legge n. 135 del 07/08/2012, regola il processo di riordino delle Province in un’ottica di contenimento della spesa pubblica. Per mantenere lo status di capoluogo è necessario avere almeno 350mila abitanti ed estendersi su una superficie territoriale non inferiore ai2500 chilometriquadrati. Questi parametri escludono la possibilità che il Comune di Brindisi rimanga capoluogo di provincia. I comuni posizionati a limite di provincia possono scegliere se accorparsi alla nuova provincia di Taranto (Br-Ta) oppure a quella di Lecce.















