Speciale Sinodo/Voglia di Famiglia
ASSOCIAZIONE GENITORI SCUOLE CATTOLICHE/CAPOZZI: CAPACI DI LEGGERE I SEGNI DEI TEMPI
Giuseppina Capozzi Presidente A.Ge.S.C. di Lecce, Associazione Genitori Scuole Cattoliche, ha analizzato i cambiamenti epocali che si stanno affacciando all’orizzonte della nuova pastorale della Dottrina Sociale della Chiesa. “Le inedite tematiche che si stanno affrontando nel contestuale Sinodo sulla Famiglia, possono intervenire nella geografia strutturale delle relazioni con le famiglie, all’interno delle scuole in generale e delle scuole cattoliche in particolare. Diventa fondamentale, quindi, individuare la chiave di lettura di questo Sinodo, che viene da alcuni definito un ‘mini-concilio’, prima ancora di conoscere le soluzioni cui perverranno i Padri Sinodali. L’ermeneutica del Sinodo è senz’altro legata al nuovo linguaggio di Papa Francesco. Un linguaggio che, senza intaccare i contenuti della Dottrina, intende semplicemente comunicare in modo nuovo, scrutando attentamente i ‘segni dei tempi’. Nel tempo presente, la Chiesa “preferisce usare la medicina della misericordia invece di imbracciare le armi del rigore; pensa che si debba andare incontro alle necessità odierne, esponendo più chiaramente il valore del suo insegnamento piuttosto che condannando (Solenne Apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II, Discorso del Santo Padre Giovanni XXIII, 11 ottobre 1962, 7.2).
Oggi lo stile e la semantica di Papa Francesco stanno facendo vivere alla Chiesa una nuova primavera: dalle omelie a Casa Santa Marta in Roma “ai testi magisteriali, ad esempio la Lumen Fidei e la Evangelii Gaudium, siamo davanti un magistero tutt’altro che debole o di poco contenuto. Siamo di fronte a una straordinaria ricchezza di messaggi, a una pluralità di stili, di modi e di forme che nel loro insieme costituiscono un ricchissimo patrimonio di fede e di conoscenza”, come afferma mons. Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti-Vasto. ‘Tenerezza’ è il nuovo linguaggio di Papa Francesco. “La misericordia è qualcosa di difficile da capire! Quello che cancella i peccati è il perdono di Dio! La misericordia è il modo come perdona Dio. La misericordia va oltre e fa la vita di una persona di tal modo che il peccato sia messo da parte; la misericordia divina è una grande luce di amore e di tenerezza, è la carezza di Dio sulle ferite dei nostri peccati” (Papa Francesco, Omelia a Santa Marta, Roma, 7 aprile 2014). “Appunto il modo e l’ambito in cui si manifesta l’amore viene denominato nel linguaggio biblico ‘misericordia’” (Dives in Misericordia, 30 novembre 1980, 3). L’audacia della tenerezza, coniugata al coraggio delle parole, è la forte provocazione del Papa in questo nostro mondo lacerato da violenze e indifferenza. Come Gesù, Papa Francesco vuole avere un contatto diretto con ogni uomo e donna.
Anna Rita Favale
















