Pubblicato in: Sab, Dic 15th, 2012

Storia e Archeologia/Ricercatori Salentini alla scoperta dell’Egitto sepolto

A colloquio con il dott. Minaya membro della missione che ha riportato alla luce due statue leonine, del tempio di Soknopaios.  

L’enigma: Si presume che i due esemplari di diversa fattura appartengono a epoche diverse: uno potrebbe essere di età tolemaica, l’altro di età romana. La certezza verrà dagli esami di laboratorio. 

È con commozione e sentito stupore per la raffinatezza dei manufatti che Giusep­pe Alvar Minaya, laureato in Conser­vazione dei Beni culturali presso l’Uni­versità del Salento, racconta l’emozione di aver rinvenuto uno delle due statue raffiguranti leoni, elementi di copertura delle canalette di sco­lo presso il tempio di Soknopaios, un unicum nel territorio del Fayyum per complessità decorativa.

Dott. Minaya, le sue mani hanno avuto per prime l’onore di rinvenire le due statue. Come è avvenuta la scoperta?

È stata una scoperta del tutto inaspettata. Avevamo già un’idea di quello che avremmo potu­to trovare e ci aspettavamo delle gronde, ma mai avremmo potuto immaginare di rinvenire degli elementi archeologici di così raffinata fattura. È difficile descrivere il momento del rinvenimento. I due leoni sono venuti alla luce secondo i tem­pi dettati dal lavoro di uno scavo archeologico scientifico e quindi molto lentamente. Entrambi le sculture erano capovolte, adagiate su di un pen­dio costituito dal materiale di risulta derivato dal­lo smantellamento dell’edificio templare.

I primi elementi che abbiamo riconosciuto sono state le zampe, poi le criniere ed infine, preoccupati che potessero essere danneggiati o volutamente de­turpati, abbiamo iniziato ad intravedere le teste. Credo sia stata una scoperta emozionante per tut­ti i membri dell’equipe della Missione e per tutti i presenti. Credo che nessuno abbia resistito alla tentazione di poggiare la mano su quella pietra ben lavorata e saggiare la preziosa fattura di quelle splendide decorazioni.

Qual era la funzione di questi leoni rispet­to al tempio in onore di Soknopaios?

I due elementi scultorei sono parte di due gruppi architettonici costituiti ciascuno da una gronda dotata di canaletta, un supporto alla stes­sa gronda e, appunto, un elemento di copertura e chiusura nella parte superiore della canaletta di scolo. Si tratta di elementi architettonici che veni­vano posti in corrispondenza dei piani superiori degli edifici per lo scolo delle acque piovane. La canaletta scavata sulla gronda costituiva l’ele­mento terminale di una piccola rete di canalette realizzate sui pavimenti dei piani superiori per il convogliamento delle acque verso l’esterno. La gronda sporgeva dalla parete dell’edificio per fa­ vorire la caduta dell’acqua dall’alto, in maniera analoga agli sgocciolatoi presenti sui balconi di molte case moderne.

L’utilizzo di gronde semplici è noto in vari edifici, ma la presenza di gronde de­corate con elementi scultorei rappresenta sinora un unicum in tutto il territorio del Fayyum e tro­va, in Egitto, un solo confronto con gli splendidi esemplari, ancora in posto, del tempio di Dende­ra. La presenza di tali elementi a Soknopaiou Ne­sos è una testimonianza certa dell’importanza di questo tempio e ci avvicina di più alla compren­sione del toponimo arabo utilizzato per identifi­care il nostro sito archeologico, “Dime es-Seba”, ovvero “Dime dei leoni”.

Come si presenta il loro stato di conser­vazione, di che materiale sono e quali fattori hanno contribuito a preservarne l’integrità?

I due leoni sono realizzati in calcare grigio. Entrambi gli esemplari sono ben conservati e presentano danni esigui, derivati quasi certa­mente dalla caduta. Le parti più colpite sono le orecchie in quanto gli elementi più fragili e più esposti della struttura corporea delle sculture. I due leoni devono essere rimasti alla mercé dei cu­riosi e delle intemperie per poco tempo. La loro “caduta” sembrerebbe, infatti, inserirsi in una intensa fase di spoglio dell’edificio templare in cui erano posti. La loro mole e la loro repentina copertura devono aver garantito con certezza la loro integrità e il loro stato di conservazione.

Pages: 1 2 3

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti