Temistocle De Vitis da Carpignano…
Dal Salento lo “studioso ed esegeta del Toma”.
Lecce-Chiesa delle Scalze, Lecce-Museo Prov.le
Temistocle De Vitis nacque a Carpignano il 3 novembre 1904 da Francesco e da Antonia Forte. Dal paese natio si trasferì a Lecce con il padre, maestro scalpellino, e con il resto della sua numerosa famiglia. Nel capoluogo salentino studiò disegno e pittura presso la Scuola Eugenio Maccagnani con l’artista Giuseppe De Cupertinis. Dal 1923 al 1926 frequentò il liceo artistico di Roma sotto la guida di Ermenegildo Luppi (1877-1937) per la scultura, di Duilio Cambellotti (1876-1960) per l’ornato e di Giovanni Costantini (1872-1947) per la pittura. Nel 1924 la Commissione Reale Straordinaria della Provincia di Lecce gli assegnò una borsa di studio annua di due mila lire per lo studio della pittura presso un Istituto di Belle Arti, per aver realizzato due opere di grande pregio: una Testa di vecchio (scultura) e un Trionfo di fiori (olio su tela). Per questo motivo si trasferì a Venezia per seguire le lezioni Virgilio Guidi (1892-1984) in Accademia.
Alberi, 1930, olio compensato, Lecce-Museo Prov.le
Pochi anni dopo, nel 1926, frequentò l’Accademia di Brera a Milano, sotto la guida di Aldo Carpi (1886- 1973). Le opere di Temistocle De Viti furono esposte in numerose mostre salentine: la III Biennale di Gallipoli del 1923; la I Mostra Salentina di Arte Pura Applicata di Lecce del 1924 e la II Biennale di Lecce del 1926. Al 1928 risale una mostra personale che Temistocle De Vitis allestì nel Circolo del Littorio di Lecce. In questo periodo il De Vitis iniziò a frequentare l’ambiente artistico parigino, finché nel 1930, ritornò nuovamente a Lecce. Nel 1931 organizzò un’altra sua mostra Personale nel Circolo Littorio di Lecce. Nello stesso anno il De Vitis volle dare un saggio della sua preparazione culturale e sulla rivista “Vecchio e Nuovo” fu pubblicato il saggio “Un sincero pittore dell’800: Toma”. De Vitis in quella circostanza sostenne che: “[…] Toma non è Napoletano; Toma è Salentino. Fatto principale, Toma non è orgiastico, dionisiaco, abbondante e superficiale; Toma è puro, ed organico, innesto meraviglioso di Greco e di Salentino […]”.
Rinascenza Salentina
De Vitis si può considerare uno “studioso ed esegeta del Toma” così come lo definì Nicola Vacca in un suo scritto che riguardava alcuni dipinti di Gioacchino Toma pubblicato nel 1933 su “Rinascenza Salentina”. Il De Vitis fu un artista molto noto alle cronache d’arte degli Anni Trenta, egli ebbe un ruolo di primo piano, affianco ad artisti del calibro di Geremia Re, Mario Palumbo, Michele Massari e Antonio D’Andrea. Nel 1932, poi, espose a Parigi al “Salon des Indipendentes” alle “Tuilleries” e nello stesso anno fece ritorno a Lecce, dove allestì la sua terza e ultima mostra Personale; anche per questa esposizione il De Vitis si avvalse del Circolo del Littorio di Lecce, dove espose dei dipinti ispirati a vedute parigine. Dopo il 1932 alcune opere di De Vitis furono esposte nella Mostra “Gli artisti italiani di Parigi al Bragaglia fuori commercio”, locale inaugurato nello stesso anno in Piazza Mignanelli a Roma, locale che continuerà la sua attività sino agli anni 50. L’esposizione era corredata da un catalogo e registrò la partecipazione di: Gio Colucci, Francesco Cristofanetti, Temistocle De Vitis, Luigi Pepe Diaz, Adolfo Saporetti, Gabriele Varese, tutti attivi a Parigi e tutti impegnati in vari campi della ricerca pittorica. I suoi interessi lo portano poi a Parigi, dove dimorò per undici anni; in questo periodo alcune opere di Temistocle De Vitis furono esposte alla I Mostra d’Arte Sindacale di Lecce del 1936.
Processione, 1926, Olio tela, Lecce-Museo Prov.le
Dopo il 1943 si trasferì a New York e nel 1948 prese ivi la cittadinanza americana; in questa metropoli vi rimase definitivamente, rinnovando il suo repertorio artistico e partecipando ad alcune esposizioni. Nel 1968 prese dimora a “Bank Street” a New York e nello stesso periodo donò alla Casa Bianca un dipinto, firmato “Themis De Vitis”, avente come soggetto il presidente degli Stati Uniti. Temistocle De Vitis morì a New York (Usa) nel 1973. La coltre dell’oblio ammantò l’immagine artistica del De Vitis con la complicità della lontananza dalla sua città; solo recentemente la sua immagine è stata riproposta all’attenzione della critica. Alcune opere di Temistocle De Vitis sono state esposte nella Mostra “Artisti in terra d’Otranto tra Ottocento e Novecento”, che si è tenuta nel 2008 negli ambienti del Museo provinciale. Il Comune di Lecce è in possesso di un ritratto di Temistocle De Vitis realizzato da Raffaele Giurgola (1898- 1970). Il Comune di Carpignano Salentino, paese natale dell’artista, riconoscendo il valore artistico del suo illustre figlio, ha dedicato una strada a Temistocle De Vitis.
Giuseppe Mancarella




















