Pubblicato in: Ven, Giu 13th, 2014

Tra Scandali e Crisi/Liberarci dalla smania del potere e del denaro

Le frequenti inchieste per tangenti e sporchi affari mettono in luce un costume sempre più diffuso che mina dalle fondamenta il progetto di una società democratica a misura d’uomo tracciato dalla Costituzione italiana. I fatti recenti denunciano la gravità raggiun­ta dal fenomeno corruzione insinuatosi nei gangli vitali della convivenza. Essi sono la spia di un malessere di ordine spirituale, morale e culturale le cui radici possono essere rintracciate sull’imporsi, negli ultimi decenni, di una mentalità secolarizzata, di una forte spinta a privilegiare l’avere piuttosto che l’essere, nel quadro di una politica ridotta a mera gestione del potere.  Quale strada percorrere in questa situazione? Certo non possiamo rifugiarci in un comodo atteggiamento di condanna sentendoci più giusti degli altri. Dobbiamo senz’altro restituire alla politica il suo valore intrinseco di servizio all’uomo, consapevoli che questo compito è affidato a tutti noi, pur nella diversità dei ruoli e delle funzioni. Ma siamo chiamati anche a sotto­porre ad un vaglio critico la visione della vita che ispira le azioni in questione perché la genesi dei comportamenti va sempre cercata nel modo di considerare l’esistenza, nella interpretazione dell’essere umano, in una parola, nelle idee che ci abitano.

La-Pira

Se a guidarci è l’idea che gli uomini siano atomi, spinti ad aggregarsi esclusivamente dai loro interessi, neghiamo la verità della persona che è orientata strutturalmente a rag­giungere la pienezza attraverso una responsa­bile relazione con gli altri. Giorgio La Pira, alla vigilia della sua partecipazione ai lavori della Costituente, avvertendo la profondità della crisi di quella fase storica, affermava che una crisi di civiltà può essere superata se si accetta come polo orientatore ciò che l’età moderna ha rifiutato, ossia che l’uomo non ha come obiettivo finale della sua esistenza le cose del tempo. È la dimensione “pellegrinante” del vivere, sia personale che comunitario, che può libe­rarci dall’incantamento prodotto dal potere e dal denaro. Una vera rigenerazione dell’a­gire non può ottenersi con leggi più severe, pur necessarie, perché esige un mutamento di rotta che comporta il superamento di un io centrato su se stesso per aprirsi alla ricerca del bene perché è bene, Tutto ciò richiede un indila­zionabile impegno educativo che coinvolga in primo luogo la famiglia, la scuola e la comunità ecclesiale, orientato a formare le coscienze perché sappiano riconoscere la realtà nella sua intrinseca verità, abbiano la forza di sollevarsi al di sopra dell’immedia­tezza e dell’inclinazione individualistica ed il coraggio di scegliere ciò che è giusto in sé. 

Lilia Fiorillo

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