Pubblicato in: Ven, Giu 26th, 2015

TRE MINISTRI DELLA CHIESA NEL SEGNO DI PIETRO E PAOLO

Il 29 Giugno l’Arcivescovo D’Ambrosio ordina due Presbiteri e un Diacono. 

DIOCESI IN FESTA/DONO E MISTERO 

SPEDICATO

“Chiesa di Dio, popolo in festa…” è l’inizio di un noto canto che spesso risuona nelle nostre assemblee. Sono parole che ben si addicono alla Chiesa di Lecce che quest’anno non solo vive e celebra il “dop­pio giubileo” del suo Arcivescovo, ma si appresta ad arricchirsi con il dono di nuove vocazioni ministeriali. Lunedì 29 giugno, infatti, solennità dei Santi Pietro e Paolo, la Chiesa Cattedrale si vestirà a festa per celebrare le ordinazioni presbiterali di don Francesco Morelli e padre Francesco So­lazzo e l’ordinazione diaconale dell’accolito Andrea Gelardo. Occasione, questa, che ci invita a riflettere sul grande “dono e mi­stero” che è il sacramento dell’ordine. Chi sono i diaconi? Sono coloro che, “sostenuti dalla grazia sacramentale, nella ‘diaconia’ della liturgia, della predicazione e della ca­rità servono il popolo di Dio, in comunione col vescovo e con il suo presbiterio” (LG 29). Potrebbero sembrare parole difficili quelle che il Concilio ci consegna. Ma proviamo ad andare terra terra. Andrea, per esempio, è entrato in Seminario da ragazzo. All’inizio è stato come uno dei tanti ragazzi che, con indosso una tunica bianca, ha ser­vito all’altare. Oggi Andrea diventa “segno e strumento” dell’amore di un Dio che in Cristo si fa servo.

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Nell’agire di Cristo e nell’azione del popolo di Dio che è la Chie­sa, Andrea sarà chi si mette al posto del ser­vo che fa ciò che gli dice il Maestro: “Fate quello che vi dirà” (cfr. Gv 2,5). Entrerà a pieno titolo a prendere parte al banchetto di nozze della “nuova alleanza” tra Dio e il suo popolo. E quello di Andrea non sarà il posto dell’ospite più o meno importante, ma quello del servo, del diacono. Ancora. Del “Verbo che si è fatto uomo”, di Cristo Gesù, Andrea sarà il servo. Restando all’im­magine delle nozze di Cana, lì i servi hanno il compito di portare il vino dalle giare agli invitati. Il diacono è colui che, attraverso il ministero della predicazione, porterà il “Ver­bo” sulla bocca dei tanti. In breve, sarà chi, avendo scoperto la “sorgente di acqua viva che zampilla”, è capace di attingerla per porgerla a coloro che hanno sete di eternità, di vita vera. Andrea vivrà la diaconia della carità. In una parola sarà i piedi di Cristo che si mette in cammino incontro all’uomo di oggi per stendere le mani che curano fe­rite, accarezzano i volti rigati dalle lacrime, rialzano chi è caduto, si intrecciano con altre mani per camminare lungo le strade del mondo. Non che Andrea in questi anni non si sia allenato a servire con la parola e la carità, ma da diacono lo farà in nome e per nome della Chiesa. Chi sono i presbiteri? “I presbiteri, in virtù della sacra ordinazione e della missione che ricevono dai vescovi, sono promossi al servizio di Cristo maestro, sacerdote e re; essi partecipano al suo mi­nistero, per il quale la Chiesa qui in terra è incessantemente edificata in popolo di Dio, corpo di Cristo e tempio dello Spirito San­to” (PO 1). È ancora più strana la definizio­ne che il Concilio ci consegna in merito ai presbiteri: se il diacono è servo, il presbitero è promosso nel grado di servo di Cristo ma­estro, sacerdote e re. Sempre di servizio si tratta. I due diaconi Francesco saranno ele­vati a questa grande dignità, quella di essere a servizio di Cristo. Nella Bibbia si racconta che gli angeli, divisi in schiere, sono davanti a Dio per servirlo giorno e notte. Sulla terra, diciamo noi, i sacerdoti sono gli angeli che servono Dio in Cristo Gesù nel volto dei fratelli e delle sorelle. A questi i nostri Fran­cesco insegneranno la strada della felicità; per loro consacreranno loro stessi e offriran­no all’Altissimo il sacrificio a Lui gradito; questi fratelli e sorelle ungeranno col crisma della salvezza per essere chiamati, ed essere realmente, figli di Dio (Cfr. 1Gv 3,1).

Stefano Spedicato

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