Pubblicato in: Sab, Mar 2nd, 2013

Turismo e prodotti agricoli tipici: fare sistema/In crescita il marchio salento

Una delle soluzioni che proponete nel volu­me è la produzione biologica. Perché?

I vantaggi della produzione biologica sono ambientali ed economici. Consente di ridurre l’impatto ambientale delle attività agricole e di rendere più sostenibile l’agricoltura, con benefici diretti per la popolazione delle aree interessate e per i consumatori finali.

Per quel che attiene i be­nefici economici, i prodotti biologici presentano un valore di mercato più elevato di quelli tradi­zionali, accrescendo la redditività delle imprese agricole, sottratte alla concorrenza dei prodotti di importazione. Un esempio emblematico che interessa da vicino il territorio salentino è la pro­duzione di olio biologico che sta riscuotendo un notevole successo di mercato.

Il nome della Terra d’Otranto è sempre più noto a livello internazionale. Siamo sulla strada giusta?

Negli ultimi anni la notorietà turistica del Salento è cresciuta notevolmente e altrettanto è accaduto per le sue produzioni tipiche, a parti­re dai vini che hanno incominciato a riscuotere significativi consensi anche al di là dei confini nazionali. I due fenomeni non sono affatto indi­pendenti, ma anzi profondamente correlati, e su questa correlazione si gioca il futuro del territo­rio.

L’obiettivo del Salento è mettere a sistema le sue indubbie risorse territoriali, rafforzando le sinergie tra le sue diverse componenti econo­miche e gli attori locali. La priorità è tuttavia nella tutela e nella valorizzazione del paesaggio agrario, comun denominatore dell’attrattività tu­ristica del Salento, della competitività delle pro­duzioni tipiche e della forte identità territoriale che ne connota la componente sociale, strategica per lo sviluppo del territorio.

Come sventare il pericolo che questo in­dotto economico si concentri nelle mani di pochi e non costituisca una ricchezza e una risorsa per tutta la popolazione?

Il problema è innanzitutto fare in modo che l’agricoltura recuperi quella fetta del valore ag­giunto sottratta dai settori a valle delle relative fi­liere: industria e distribuzione. Accordi e contrat­ti di filiera vanno in questa direzione, come pure in questa direzione vanno le forme innovative di distribuzione quali i mercati a chilometro zero.

Come riavvicinare i giovani, e una società forse lontana dall’idea che l’agricoltura pos­sa coniugarsi con un lavoro dignitoso e no­bile, all’amore per la terra?

Lo sviluppo dell’agricoltura è fortemente le­gato allo sviluppo di una classe imprenditoriale giovane ed innovativa. L’attrattività occupazio­nale del settore è notevolmente cresciuta in questi ultimi due anni, contestualmente al riconosci­mento sociale dell’imprenditoria agricola e la dinamicità del settore.

La situazione resta molto critica: per ogni 10 imprenditori che hanno più di 60 anni, ce n’è solo 1 al di sotto dei 35. Il ricam­bio generazionale non è garantito e questo ri­schia di compromettere lo sviluppo dell’agricol­tura e la sua competitività in chiave prospettica. Bisogna far crescere i livelli di imprenditorialità attraverso un’idonea strategia di sensibilizzazio­ne/professionalizzazione dei giovani.

Un Istituto Culturale fondato nel 1867 

Fondata a Firenze nel 1867, trasferi­ta nel1872 aRoma, nuova capitale dell’Italia unita,la Società GeograficaItaliana è un ente morale tutelato e vigilato dallo Stato, onlus, istituto cul­turale, ha forma associativa con circa 1600 iscritti, degli archivi ricchissimi e riorganizzati di recente, un archivio fotografico con oltre 150 mila fotogra­fie, una cartoteca di notevole valore storico-artistico e scientifico con circa 100 mila pezzi.

La biblioteca specia­lizzata di oltre 400 mila volumi, fra cui diverse migliaia rari, è in collegamen­to informatico con il Servizio Bibliote­cario Nazionale ed è considerata la più importante d’Italia e una delle più ricche d’Europa in ambito geografico.

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