Turismo e prodotti agricoli tipici: fare sistema/In crescita il marchio salento
Una delle soluzioni che proponete nel volume è la produzione biologica. Perché?
I vantaggi della produzione biologica sono ambientali ed economici. Consente di ridurre l’impatto ambientale delle attività agricole e di rendere più sostenibile l’agricoltura, con benefici diretti per la popolazione delle aree interessate e per i consumatori finali.
Per quel che attiene i benefici economici, i prodotti biologici presentano un valore di mercato più elevato di quelli tradizionali, accrescendo la redditività delle imprese agricole, sottratte alla concorrenza dei prodotti di importazione. Un esempio emblematico che interessa da vicino il territorio salentino è la produzione di olio biologico che sta riscuotendo un notevole successo di mercato.
Il nome della Terra d’Otranto è sempre più noto a livello internazionale. Siamo sulla strada giusta?
Negli ultimi anni la notorietà turistica del Salento è cresciuta notevolmente e altrettanto è accaduto per le sue produzioni tipiche, a partire dai vini che hanno incominciato a riscuotere significativi consensi anche al di là dei confini nazionali. I due fenomeni non sono affatto indipendenti, ma anzi profondamente correlati, e su questa correlazione si gioca il futuro del territorio.
L’obiettivo del Salento è mettere a sistema le sue indubbie risorse territoriali, rafforzando le sinergie tra le sue diverse componenti economiche e gli attori locali. La priorità è tuttavia nella tutela e nella valorizzazione del paesaggio agrario, comun denominatore dell’attrattività turistica del Salento, della competitività delle produzioni tipiche e della forte identità territoriale che ne connota la componente sociale, strategica per lo sviluppo del territorio.
Come sventare il pericolo che questo indotto economico si concentri nelle mani di pochi e non costituisca una ricchezza e una risorsa per tutta la popolazione?
Il problema è innanzitutto fare in modo che l’agricoltura recuperi quella fetta del valore aggiunto sottratta dai settori a valle delle relative filiere: industria e distribuzione. Accordi e contratti di filiera vanno in questa direzione, come pure in questa direzione vanno le forme innovative di distribuzione quali i mercati a chilometro zero.
Come riavvicinare i giovani, e una società forse lontana dall’idea che l’agricoltura possa coniugarsi con un lavoro dignitoso e nobile, all’amore per la terra?
Lo sviluppo dell’agricoltura è fortemente legato allo sviluppo di una classe imprenditoriale giovane ed innovativa. L’attrattività occupazionale del settore è notevolmente cresciuta in questi ultimi due anni, contestualmente al riconoscimento sociale dell’imprenditoria agricola e la dinamicità del settore.
La situazione resta molto critica: per ogni 10 imprenditori che hanno più di 60 anni, ce n’è solo 1 al di sotto dei 35. Il ricambio generazionale non è garantito e questo rischia di compromettere lo sviluppo dell’agricoltura e la sua competitività in chiave prospettica. Bisogna far crescere i livelli di imprenditorialità attraverso un’idonea strategia di sensibilizzazione/professionalizzazione dei giovani.
Un Istituto Culturale fondato nel 1867
Fondata a Firenze nel 1867, trasferita nel1872 aRoma, nuova capitale dell’Italia unita,la Società GeograficaItaliana è un ente morale tutelato e vigilato dallo Stato, onlus, istituto culturale, ha forma associativa con circa 1600 iscritti, degli archivi ricchissimi e riorganizzati di recente, un archivio fotografico con oltre 150 mila fotografie, una cartoteca di notevole valore storico-artistico e scientifico con circa 100 mila pezzi.
La biblioteca specializzata di oltre 400 mila volumi, fra cui diverse migliaia rari, è in collegamento informatico con il Servizio Bibliotecario Nazionale ed è considerata la più importante d’Italia e una delle più ricche d’Europa in ambito geografico.















