Pubblicato in: Dom, Dic 16th, 2012

Ugo e Iolanda, senza casa…con tanta voglia di dignità e riscatto sociale

IL TENTATIVO DI FURTO

Purtroppo, però, ai due coniugi è bastato veramente poco tempo per rendersi conto che, oltre alla generosità del signor Piemontese, esiste l’altra faccia della medaglia, quella fatta di gente pronta ad ap­profittare delle tragedie altrui.

La settimana seguente, infatti, una sera di domenica un uomo di ori­gini montenegrine ha tentato di impossessarsi di parte del mobilio accantonato per strada, nella con­vinzione si trattasse di immobili volutamente abbandonati.

È nato un violento diverbio culminato con l’intervento della polizia e purtroppo anche dai sa­nitari del 118, accorsi sul posto a causa di un leggero malore da parte del Mennuni.

GLI INTERVENTI

In questa vicenda, però, non manca un filo di mistero. Stando alle parole di Paolo Perrone, sinda­co di Lecce, infatti, ai due coniugi sono già state assegnate due case dal Comune ed entrambe da loro stessi abbandonate.

Intanto, sulla vicenda sono in corso le indagini degli agenti della Digos per verificare eventuali irre­golarità nelle graduatorie comunali per l’assegnazione di case popolari o case-parcheggio, per le quali la coppia avrebbe fatto richiesta già diverso tempo addietro.

Qualche settimana fa, gli organi di stampa hanno divulgato la notizia secondo cui la famiglia sarebbe stata asse­gnataria di un alloggio popolare in via Pistoia, occupata abusivamente da terzi; ma si tratta di informazio­ni di cui ancora non si è accertata la veridicità. Indubbia è, invece, la proposta da parte delle Istitu­zioni di ospitare la signora Iolan­da presso il centro di Accoglienza Casa Emmaus, divenuto centro esclusivamente femminile, e il si­gnor Ugo presso la neo-inaugurata Casa della Carità, che ospita solo uomini.

I due coniugi, però, hanno rigettato tale proposta, ritenendola inadeguata in quanto costituirebbe ulteriore motivo di divisione all’in­terno di una famiglia che da oltre un mese vive separata.

LA CARITÀ DELLA CHIESA

La drammatica situazione in cui versano Ugo e Iolanda, tutta­via, non ha lasciato indifferente la Chiesa, che ha prestato il suo aiuto per la risoluzione di questa proble­matica, ovviando così ai ritardi cui le Istituzioni sono incorse. Dalla sera del 7 dicembre, infatti, grazie al personale e spontaneo intervento di don Attilio Mesagne, direttore della Caritas Diocesana di Lecce, i due coniugi hanno potuto godere di una degna sistemazione in attesa dei provvedimenti da parte delle Istituzioni incaricate.

Don Attilio li ha accompagnati presso il mo­nastero delle Suore Clarisse che si sono dimostrate ben disposte ad aprire loro le porte di un picco­lo appartamento e poi presso casa Emmaus della Caritas diocesana.

Si tratta, naturalmente, di una si­stemazione provvisoria, una siste­mazione che li ha sottratti da quel “ricovero a cielo aperto” cui hanno vissuto fin dall’inizio di novembre. Una sistemazione che, per quanto non permetta a tutta la famiglia di riunirsi, ha restituito loro la digni­tà sottrattagli dai casi della vita. Perché se è vero che gli indigenti sono loro, è altrettanto vero che indecente è la condotta di quanti, passando davanti a gente bisogno­sa, sceglie di non curarsene.

A cura di Serena Carbone

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