Ugo e Iolanda, senza casa…con tanta voglia di dignità e riscatto sociale
IL TENTATIVO DI FURTO
Purtroppo, però, ai due coniugi è bastato veramente poco tempo per rendersi conto che, oltre alla generosità del signor Piemontese, esiste l’altra faccia della medaglia, quella fatta di gente pronta ad approfittare delle tragedie altrui.
La settimana seguente, infatti, una sera di domenica un uomo di origini montenegrine ha tentato di impossessarsi di parte del mobilio accantonato per strada, nella convinzione si trattasse di immobili volutamente abbandonati.
È nato un violento diverbio culminato con l’intervento della polizia e purtroppo anche dai sanitari del 118, accorsi sul posto a causa di un leggero malore da parte del Mennuni.
GLI INTERVENTI
In questa vicenda, però, non manca un filo di mistero. Stando alle parole di Paolo Perrone, sindaco di Lecce, infatti, ai due coniugi sono già state assegnate due case dal Comune ed entrambe da loro stessi abbandonate.
Intanto, sulla vicenda sono in corso le indagini degli agenti della Digos per verificare eventuali irregolarità nelle graduatorie comunali per l’assegnazione di case popolari o case-parcheggio, per le quali la coppia avrebbe fatto richiesta già diverso tempo addietro.
Qualche settimana fa, gli organi di stampa hanno divulgato la notizia secondo cui la famiglia sarebbe stata assegnataria di un alloggio popolare in via Pistoia, occupata abusivamente da terzi; ma si tratta di informazioni di cui ancora non si è accertata la veridicità. Indubbia è, invece, la proposta da parte delle Istituzioni di ospitare la signora Iolanda presso il centro di Accoglienza Casa Emmaus, divenuto centro esclusivamente femminile, e il signor Ugo presso la neo-inaugurata Casa della Carità, che ospita solo uomini.
I due coniugi, però, hanno rigettato tale proposta, ritenendola inadeguata in quanto costituirebbe ulteriore motivo di divisione all’interno di una famiglia che da oltre un mese vive separata.
LA CARITÀ DELLA CHIESA
La drammatica situazione in cui versano Ugo e Iolanda, tuttavia, non ha lasciato indifferente la Chiesa, che ha prestato il suo aiuto per la risoluzione di questa problematica, ovviando così ai ritardi cui le Istituzioni sono incorse. Dalla sera del 7 dicembre, infatti, grazie al personale e spontaneo intervento di don Attilio Mesagne, direttore della Caritas Diocesana di Lecce, i due coniugi hanno potuto godere di una degna sistemazione in attesa dei provvedimenti da parte delle Istituzioni incaricate.
Don Attilio li ha accompagnati presso il monastero delle Suore Clarisse che si sono dimostrate ben disposte ad aprire loro le porte di un piccolo appartamento e poi presso casa Emmaus della Caritas diocesana.
Si tratta, naturalmente, di una sistemazione provvisoria, una sistemazione che li ha sottratti da quel “ricovero a cielo aperto” cui hanno vissuto fin dall’inizio di novembre. Una sistemazione che, per quanto non permetta a tutta la famiglia di riunirsi, ha restituito loro la dignità sottrattagli dai casi della vita. Perché se è vero che gli indigenti sono loro, è altrettanto vero che indecente è la condotta di quanti, passando davanti a gente bisognosa, sceglie di non curarsene.
A cura di Serena Carbone















