Una Luce nella Notte… I Giovani di Lecce guardano all’Essenziale
Chiusura Missione Giovani/Due serate in Piazza Sant’Oronzo e in Piazza Duomo per concludere con la preghiera e con la festa un’esperienza di evangelizzazione rivolta ai ragazzi del Salento.
RISVEGLI DI SPERANZA/DIO HA PRESO LA LORO PAROLA PER RIVELARSI
Sera di venerdì 25 settembre, piazza Sant’Oronzo. Un insolito raduno di gente, in gran parte giovani, occupa l’ovale della piazza sotto la mano benedicente della statua del santo patrono, che dell’alto si sporge come a farsi garante di quanto accade laggiù, a pochi passi da essa. Su un lato della piazza, protetto da un suggestivo sfondo in legno che porta i colori della nostra città, in un moderno ostensorio messo in risalto dalla luce e dai fiori, Gesù Eucaristia raccoglie intorno a sé un bel numero di ragazzi e giovani che cantano e pregano senza far chiasso, senza imporre ad ogni costo la loro presenza, pur trovandosi in un crocevia di gente che passa lanciando appena un’occhiata distratta a quanto accade. Sui bordi dell’ovale, da una parte e dall’altra, una dozzina di semplici ed eleganti postazioni, in legno bianco, accolgono sacerdoti vestiti anch’essi di bianco, pronti a far da mediatori tra le miserie dell’uomo e la misericordia di Dio attraverso il sacramento del perdono. Due signori di mezza età, turisti di lingua inglese, si mostrano alquanto curiosi e fanno domande per comprendere il senso di questa originale iniziativa. Ricevute le risposte, non nascondono la loro ammirazione. Non sono cattolici, appartengono alla chiesa presbiteriana, eppure sono molto colpiti dalla suggestiva bellezza di questa testimonianza di fede e di amore, resa soprattutto dalla novantina di giovani seminaristi arrivati dal seminario regionale di Molfetta per dire, con la loro vita, la gioia della loro scoperta: hanno trovato in Gesù il senso della vita e vogliono spenderla, la vita, perché tanti altri possano incontrare quel Signore, che, con uno sguardo d’amore penetrato fino in fondo all’anima, li sta trascinando dietro di sé in una meravigliosa avventura.
In tantissimi momenti vissuti nelle parrocchie della diocesi, nelle messe domenicali, nelle classi delle scuole medie superiori della città, nei caldi conviti familiari intorno ad una mensa degnamente imbandita, sulle panchine accanto alla chiesa, in pizzeria o nei pub, questi giovani hanno cercato di raccontare, soprattutto ai loro coetanei, per quello che è possibile raccontare, come Dio si sia chinato sulla loro vita, l’abbia sottratta al non senso, l’abbia riscattata e affrancata da tante derive, reali o possibili, l’abbia proiettata verso orizzonti impensati, gli orizzonti della stessa Missione di Gesù nel mondo. Per la nostra gente, soprattutto per tanti giovani delle nostre parrocchie e per tante famiglie, è stato un passaggio di Dio, semplice e vero. Dio ha preso la voce dei giovani per parlare ai giovani e non solo, per dire a coloro che vogliono ascoltare che c’è un futuro ricco di speranza se soltanto aprono il cuore alla Parola che salva. Tutti quanti noi, in realtà, giovani e anziani, preti di vecchia data e preti le cui mani profumano ancora di Crisma, abbiamo beneficiato di questa presenza che ci ha riscaldato il cuore, ha risvegliato speranze ed energie sopite in fondo al cuore, ci ha aiutato – e non sembrino parole esagerate o di circostanza – a “ricompattarci”, a credere che nel lavorare insieme per il Regno di Dio, le energie e i frutti non si sommano ma si moltiplicano, permettendoci di arrivare dove sarebbe impensabile arrivare da soli o in ordine sparso. E non è un insegnamento da poco.
Flavio De Pascali
TESTIMONIANZA/1
“A SQUINZANO CI SIAMO SENTITI PARTE DI UNA COMUNITÀ VIVA”
Mi chiamo Valerio Bozzi, sono di Bisceglie e quest’anno inizierò il terzo anno nel seminario regionale di Molfetta. Ho vissuto la mia esperienza di missione insieme a Luca Curlante nella chiesa madre di Squinzano. Non ci sono parole per descrivere questa settimana fugace e nel contempo intensa, essa sicuramente ha superato qualsiasi aspettativa iniziale. Fin dal primo momento ho respirato aria di casa e mi sono sentito completamente a mio agio. Sono stato ospitato dalla famiglia Miglietta. Senza esagerare posso affermare che non sono stato trattato come semplice ospite ma come parte della famiglia. Mi ha colpito in particolar modo la giovialità, la semplicità e la fede che contraddistingue e rende unica questa famiglia. La comunità parrocchiale è stata molto attenta al racconto delle nostre storie vocazionali ma soprattutto è stata capace insieme al parroco don Nicola Macculi e al vice-parroco don Tony Bergamo di farci sentire parte di una parrocchia viva e attiva sul territorio.
Momenti importanti in questa settimana li ho trascorsi con i giovani della parrocchia, sono stato fin da subito travolto dalla loro giovialità e da un’accoglienza più unica che rara. Non posso non tralasciare l’esperienza alla casa della carità di Lecce, qui ho potuto toccare con mano una Chiesa attenta agli ultimi, che si mette a servizio di tutti indistintamente. Mi hanno colpito anche gli incontri svolti con i giovani studenti del liceo classico “Giovanni Paolo II” e dei giovani infermieri dell’ospedale “Vito Fazzi”. Sono rimasto ammirato non solo dall’interesse e dalle mille domande ma anche dal rispetto che questi ragazzi hanno avuto nei confronti delle nostre vite. La terra “de lu sule, de lu mare e de lu ientu” ormai è entrata nel mio cuore e nonostante la brevità di questa esperienza essa ha segnato in modo indelebile la mia formazione. Grazie a tutto questo ho capito una cosa: è bello stare con il Signore, ma testimoniarlo agli altri lo è ancora di più!
Valerio Bozzi
TESTIMONIANZA/2
“A GIORGILORIO ABBIAMO PROVATO LA BELLEZZA DI ESSERE VICINI A DIO”
“È bello con Te!” Il cristiano è l’uomo degli incontri, l’uomo delle relazioni, l’uomo della comunicazione di Dio. È stata questa l’esperienza che ha coinvolto me e tutti gli altri 86 seminaristi del triennio del Pontificio Seminario Regionale di Molfetta. Incontrare la gente di tutte le età, testimoniare la gioia di aver incontrato il Signore nella propria vita, di aver sentito la sua presenza soprattutto nei momenti più bui della propria esistenza, lì dove Dio sembra affacciarsi proprio dalle crepe del quotidiano, ma solo se si è disposti a farlo entrare nella propria vita. L’incontro quotidiano con i giovani dell’Istituto industriale “Fermi” di Lecce, per cercare di instaurare un dialogo su ciò che dà senso alla propria vita, sulla necessità di cercare questo senso, senza arrendersi mai, evitando di essere sballottolati qua e là da slogan e mode passeggere. Non smettere mai di sognare, anche quando la realtà sembra ammazzare tutti i sogni e le speranze per un futuro migliore. È la necessità di comprendere che la nostre vite sono dei piccoli ingranaggi che possono, anzi devono, muovere tutta la realtà affinché il mondo sia migliore.
Ampia è stata la riflessione condotta durante tutte la settimana, nei diversi incontri parrocchiale e interparrocchiali circa la vocazione cristiana che si specifica nella particolare condizione di vita, a cui ogni uomo è chiamato: presbiterale, matrimoniale o consacrata. Gli incontri con i giovani, con i cresimandi, con le famiglie e con tutta la comunità si sono riempiti di carica per un cammino fatto di testimonianza e di impegno nella sequela quotidiana del Signore. “È bello con Te!” Sì, oggi lo possiamo gridare ancora più forte. Con la comunità parrocchiale della Madonna della Fiducia di Giorgilorio abbiamo sperimentato la bellezza di essere vicini al Signore, di ascoltare la Sua Parola per viverla nella quotidianità della vita. Abbiamo attestato come oggi le nostre comunità abbiano bisogno di iniziare a far Vivere Dio tra noi, non più limitarsi a comunicarlo attraverso sterili concetti e formule didattiche. Alla comunità di Giorgilorio e a tutta la diocesi di Lecce auguro di poter vedere fruttare i semi lanciati questa settimana, da noi seminaristi, in tutte le realtà.
Luigi Ziccolella





















