Pubblicato in: Ven, Ott 2nd, 2015

Una Luce nella Notte… I Giovani di Lecce guardano all’Essenziale

TESTIMONIANZA/3

“A SAN CESARIO, ESPERIENZA DI GRAZIA NELLE FAMIGLIE E A SCUOLA” 

“Chiamò a sé i Dodici e prese a man­darli a due a due…” (Mc 6,7). Gesù, chiamò i dodici e cominciò a mandarli a due a due a portare, con le opere e le parole, l’annuncio del regno di Dio. Il Signore ha voluto che in questa setti­mana particolare fossimo come i dodici mandati a due a due per annunciare la bellezza della fede cristiana, ma anche per raccontare la nostra storia di “chiamati”. Ho vissuto questa settimana di missione a San Cesario di Lecce, assieme a un mio compagno di seminario Maurizio, nella parrocchia “Santa Maria delle Grazie”, accolto dal parroco don Gino Scardino e da tutta la co­munità parrocchiale. È stata un’esperienza di conoscen­za reciproca, ma anche di grazia; il Signore ha permesso che la nostra testimonianza raggiungesse tutti, anche coloro che sono lontani dalla fede cristiana. Le giornate sono state caratterizzate dalla Celebrazione Eucaristica quotidiana, dagli incontri con tutti i gruppi parrocchiali, dal momento del pranzo condiviso nelle varie famiglie e dalla presenza in alcune classi dell’I­stituto Superiore Professionale “A. De Pace” in Lecce, accompagnati dal docente di religione don Elio Quarta.

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Due sono stati i momenti culminanti di quest’esperienza: a livello di Vicaria, l’Adorazione Eucaristica animata da noi seminaristi con le rispettive parrocchie della zona pastorale di San Cesario, San Pietro in Lama e Lequile, presso la Chiesa del Salvatore in San Cesario; a livello diocesano, l’esperienza “Una luce della notte” presso Piazza Sant’Oronzo a Lecce, caratterizzata dall’Adora­zione Eucaristica e dalle confessioni. Da questa esperienza ho capito come ciascuno è re­sponsabile della Parola che il Signore gli affida e che è resa credibile dalla testimonianza dei suoi inviati. Ogni cristiano è uno strumento “imperfetto”: spesso si sente inadeguato, ma è pur sempre strumento eletto da Dio per rendere visibile la sua presenza e per compiere la sua opera nel mondo. Vorrei consegnarvi un’espressione di un santo dei nostri giorni, San Josemaria Escrivà: “Sognate e la realtà supererà i vostri sogni”. 

Antonio Picca 

TESTIMONIANZA/4

“AD ARNESANO CI HANNO TRASMESSO IL DESIDERIO DI DIO” 

“È bello con te”. Lo slogan della nostra missione, ne racchiude il senso: trasmet­tere la bellezza di una scelta, quella di camminare verso il sacerdozio. Quando scopri qualcosa di bello, è spontaneo condividerlo con gli altri. Mai come in questi anni si sente l’esigenza di dare, perché dall’altra parte c’è chi ha bisogno di ricevere, come tanti ragazzi, che nel corso della loro vita cercano qualcosa a cui aggrap­parsi per darsi un sogno, un orizzonte. In un mondo che cammina talmente veloce anche che se ti fermi, rischi di perdere la rotta, ecco il nostro trucco per vivere una vita bella: Gesù di Nazareth. Questo desiderio ha mosso questa missione. Ho vissuto la mia missione giovani nella parrocchia Maria SS. Assunta in Arnesano, comunità bella e culla di un forte desiderio di Dio. In un clima fraterno fatto di condivisioni, momenti di preghiera, e di gioia, si scopre sempre come la fede possa animare e rendere speciale la tua vita. I giovani e i ragaz­zi, ci hanno trasmesso un grande desiderio di Dio che li sprona a camminare insieme e a farsi guidare.

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In queste attività abbiamo percepito, come sia proprio la nostra fragilità che ci rende uno splendore e di come la nostra vita è una chiamata alla felicità nonostante le ferite che ci procura. Siamo nati per essere felici, con Dio che ci accompagna verso di Lui. L’esperienza diocesana di Una Luce nella Notte, vissuta a li­vello diocesano venerdì 25 Settembre in Piazza Duomo, ha chiamato diversi giovani, alcuni incontrati nella visite alle scuole, a guardare verso l’essenziale: Gesù esposto in piazza. Un Gesù che ancora una volta esce, sfida il mondo e viene incontro a chi vive l’esperienza della notte nella propria vita per illuminarla. Una del­le parti più belle della missione, è l’esperienza dell’incontro dei giovani nelle scuole. Guar­dando ed ascoltando loro, si risveglia sempre la nostra missione: farli sognare nonostante le loro paure. Proprio come succede a noi: sognare con Dio nonostante tutto. Ed il giro è sempre lo stesso: dare la bellezza che si riceve, perché la bellezza cambierà il mondo. 

Marco Stasi 

TESTIMONIANZA/5

“IN PIAZZA ABBIAMO COMPLETATO IL CAMMINO INIZIATO NELLE CLASSI”

Una settimana dedicata alla Bellezza: annunciata, contemplata, trasmessa e celebrata. È questo il modo migliore per sintetizzare la missione giova­ni che i seminaristi del Pontificio Seminario Regionale di Molfetta hanno vissuto nella Chiesa di Lecce. Non solo animazione ma principalmente spazio ad una riflessione incen­trata tutta sull’interiorità. In un tempo in cui attrae solamente l’esteriorità i giovani missionari hanno testimoniato il valore della vera Bellezza che invade dal di dentro l’uomo e lo trasforma giorno dopo giorno. Numerosi i giovani incontrati specialmente nelle ore scolastiche in tutti gli istituti superiori della diocesi. Resta sicuramente questo uno dei mo­menti principali della missione. Significa entrare in contatto con le numerose difficoltà di tanti ra­gazzi, le loro gioie e le loro ansie per il futuro. E a questi ultimi è data l’opportunità di confrontar­si con coetanei che hanno fatto l’esperienza forte di un incontro con un Dio che ama ogni uomo. È proprio questo il “kerigma” che sconvolge la vita dei tanti studenti che si sono posti in ascolto dei seminaristi. Un dialogo che segna tante volte il loro cuore, che decide di aprirsi perché siano lenite tante ferite nascoste e sanguinanti. Non si tratta di stimolare conversioni di massa o di sconvolgere la vita delle persone.

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Si vuole sem­plicemente permettere a tanti giovani di iniziare a guardarsi interiormente per incominciare a vivere pienamente: lasciarsi abitare dalla bellezza di un Dio-Amore che riempie di senso le nostre esistenze. Però non tutto è finito nelle scuole. È stato bello vedere la partecipazione di numerosi giovani, toccati dalle parole dei seminaristi, ad uno dei momenti più significativi di questa settimana. Si è trattato della veglia svoltasi in Piazza S. Oron­zo, venerdì 25, tradizionalmente chiamata Una luce nella notte. Essa ha costituito il luogo ideale in cui è stato possibile completare il cammino iniziato nelle classi. Lo spazio è stato lasciato tutto a Gesù presente come dono nell’Eucaristia portata in piazza, e nella Misericordia ammini­strata attraverso il sacramento della Riconcilia­zione da numerosi sacerdoti. Ancora una volta ci si è accorti di quanto la Bellezza interiore attiri i giovani, perché come diceva Dostoevskij: la Bellezza salverà il mondo. 

Giovanni Frisenna

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