Valori cristiani nella società “plurale”
Il primato della persona, e quindi dei suoi diritti fondamentali, si concretizza nel rapporto con le diverse scelte etiche. E contribuisce a superare così la politica come mera contesa e scontro per l’esercizio di egemonie o come semplice sfide per i vantaggi di un partito o di alcuni o addirittura di una lobby, trasformandola in impegno per cercare soluzioni ai problemi nella condivisione e nella comune riflessione, valutazione e progettazione.
In tale contesto, si può inquadrare positivamente la religiosità che s’ispira alla dottrina cristiana, con i suoi specifici riferimenti valoriali, le manifestazioni artistiche e i saperi scientifici, ispirati al messaggio e all’esperienza storica del Vangelo. Certo, risulta specifico l’influsso dei cristiani, pur realizzato insieme con altre componenti culturali, mentre emerge l’esigenza di approfondire in modo nuovo, secondo le indicazioni di Benedetto XVI, il rapporto tra pluralismo religioso e laicità dello Stato.
È facile costatare, infatti, che è cambiato l’ambiente culturale della comunità civile il quale a volte tende semplicisticamente a “relativizzare in modo assoluto” la scelta religiosa come una delle possibili opzioni di fondo del cittadino. Così come può essere presente il rischio dell’emarginazione d’importanti elementi culturali ispirati al Vangelo o addirittura di componenti che abbiano specifica qualificazione per riferimenti religiosi e positiva attenzione al trascendente.
Tanto che emerge la domanda se nella vita civile la aconfessionalità debba sovrapporsi necessariamente a una neutralità che poi appoggi esclusivamente una concezione di società senza Dio. E se poi la cultura secolarista non potrebbe non essere prevalente rispetto alle altre. D’altra parte, il venir meno della preminenza religiosa in tanti ambiti può costituire uno stimolo a riscoprire maggiormente, secondo lo spirito evangelico, l’essenzialità e l’efficacia profetica della povertà nelle comunità ecclesiali.
Oltretutto, non si può trascurare il quotidiano e storico riscontro, per cui il complesso di beni e di esperienze culturali del popolo italiano risulta ancora fortemente significativo nella società e formativo nella personalità dei singoli; del resto, tante conoscenze letterarie, artistiche e scientifiche della comunità civile appartengono all’ambiente spirituale proprio del cristianesimo.
Accogliendo i criteri del Vaticano II, i cristiani accettano di vivere nella società “plurale”, ma sono consapevoli di poter portare nella quotidianità un pregnante contributo con una forte testimonianza di dignità dei singoli e di dialogo con tutti, rispetto dei diritti di ogni individuo coniugati con il bene comune, valore della persona da rapportare con la partecipazione democratica. E soprattutto con la cultura e il quotidiano eroismo cristiano della carità, fondamento della “civiltà dell’amore”.
Adolfo Putignano
















