Verso l’elezione del Romano Pontefice/Più volte a Lecce Giovanbattista Re il Cardinale che presiede il Conclave
È ormai di pubblico dominio che il prossimo Conclave nel corrente marzo non sarà presieduto dal Decano del Collegio Cardinalizio, Angelo Sodano, perché ultraottantenne. Sarà invece chiamato a presiederlo il terzo cardinale dell’Ordine dei Vescovi, Giovanni Battista Re, perché non ancora ottantenne.
Egli, infatti, è nato il 30 gennaio del ‘34 a Bormo, provincia e diocesi di Brescia, su una di quelle collinette che fanno corona alla seconda metropoli lombarda. Qualche lettore lo ricorderà a Lecce, quando prefetto dei Vescovi, celebrò il decennale della venuta tra noi del Beato Giovanni Paolo II, il 18 settembre del ‘94. A dire il vero era la terza volta che tornava, ma la prima da Porporato, perché c’era già stato da Vescovo due volte.
Con lui sarà a lavorare nella Sede Vacante mons. Giuseppe Sciacca, Vescovo-Segretario della Città del Vaticano, nominato all’indomani dell’11 febbraio Uditore Generale della Camera Apostolica che è quanto dire, consulente giuridico di quel Segretariato Pontificio che governa la Chiesa in sede vacante sotto la guida del Camerlengo, il card. Tarcisio Bertone. Anche mons. Sciacca è stato nostro graditissimo ospite nel dicembre del 2011, qualche mese prima di ricevere la pienezza del sacerdozio.
Nel precedente Conclave, quello del 2005, era stato invece alla presidenza dei lavori lo stesso Cardinale Decano, il nostro indimenticabile Papa Benedetto XVI, Joseph Ratzinger, perché non ancora ottantenne; e per la prima volta (almeno nel secolo esaminato), eletto contestualmente al soglio di Pietro. Ultimo Conclave del secolo scorso fu quello del Beato Giovanni Paolo, svoltosi nell’ottobre del ’78, quando si dovette attendere alcuni giorni per vedere il fumo bianco sul comignolo della Sistina.
E fu quello un Conclave scioccante, perché ci diede dopo quattro secoli e mezzo un Papa non Italiano, e per giunta dal cognome polacco, difficile a pronunciarsi, il cui annunzio fu accompagnato dai fischi dei Romani – come attesta nella recente biografia il prof. Riccardi – perché fu confuso con un Cardinale africano.















