Viaggio nella Sanità Salentina/Un gruppo multidisciplinare al servizio di ogni paziente/Il segreto? Lo spirito di squadra
A colloquio con il dott. Gaetano di Rienzo, Primario e autore di oltre 80 pubblicazioni scientifiche.
“Quel ragazzo sfortunato al quale restituimmo la parola”
IL TRATTAMENTO DEL TUMORE AL POLMONE
“Il ruolo della chirurgia toracica è fondamentale qualora si riesca ad intervenire nei primi stadi della malattia, diversamente trova una prima applicazione come ausilio per procedure diagnostiche invasive”.
CONTRO LE CRITICITÀ DEL SISTEMA SANITARIO
“Il nostro merito è aver creato un gruppo che rema nello stesso verso; credo che sia dovuto alla passione che ognuno di noi per il proprio lavoro ma anche alla consapevolezza che esso si rivolge a persone che vivono uno stato di grave disagio fisico e psicologico”.
Più di 450 gli interventi di chirurgia toracica in anestesia generale, eseguiti in toracotomia tradizionale e in video toracoscopia e circa 1000 i ricoveri – di questi, oltre il 50% per pazienti provenienti da altre Asldella Regione Puglia o fuori Regione – indicano, in sintesi, l’attività dell’Unità Operativa di Chirurgia Toracica dell’Ospedale “V. Fazzi” composta da 7 medici e da 14 infermieri di Lecce, diretta dal 2004 dal dott. Gaetano Di Rienzo. Una esperienza, quella del direttore e della sua equipe, che riguarda tutte le patologie del torace, con particolare riferimento ai tumori polmonari, alle patologie della trachea, alle patologie del distretto cervico-mediastinico, per citarne solo alcuni.
“In estrema sintesi – ribadisce bonariamente il dott. Di Rienzo – i dati sono quelli; vorrei segnalare anche l’esperienza che la nostra Unità Operativa ha acquisito per il trattamento delle patologie malformative e dei tumori della parete toracica, del diaframma, della pleura, per la diagnostica dei linfomi intra-toracici e per le malattie dell’esofago che trattiamo in collaborazione con l’U.O. di Chirurgia Generale e di Endoscopia Digestiva; c’è altro ancora ma forse è bene limitare l’elencazione e mettere a fuoco alcuni aspetti della nostra attività che riguardano situazioni di particolare rilevanza epidemiologica”.
Come ad esempio?
Quelli che riguardano il trattamento del tumore al polmone, ormai prima causa di morte per neoplasia sia per l’uomo sia per la donna. Una patologia di estrema rilevanza, gravità e complessità che non sempre può essere affrontata con la sola chirurgia.
E qual è il ruolo della chirurgia toracica in questi casi.
È un ruolo fondamentale e di primario riferimento qualora si riesca ad intervenie nei primi stadi della malattia, diversamente trova una prima applicazione come ausilio per procedure diagnostiche invasive come determinate broncoscopie con ago aspirato e mediastinoscopie, ad esempio; ruolo che poi è riconsiderato dopo che il paziente è stato sottoposto ad altra terapia come quella radiologica o con farmaci chemioterapici.
Criteri scientifici legati allo studio della Tac e della Pet – continua il Direttore – consentono di “stadiare”, ovvero stabilire il “grado di avanzamento” delle malattie tumorali in genere, nel caso specifico, l’intervento di chirurgia toracica ha una significativa validità se la malattia non è progredita, cioè se si interviene nei primi stadi.
















