Pubblicato in: Ven, Mar 1st, 2013

Viaggio nella Sanità Salentina/Un gruppo multidisciplinare al servizio di ogni paziente/Il segreto? Lo spirito di squadra

Ricadute anche per altre strutture oltre alla vostra?

Credo che l’adozione di questo metodo abbia favorito o contribuito in parte alla implemen­tazione di altri gruppi multidisciplinari come quello riferito alle patologie della mammella o a quelle della testa e del collo. Certamente tutto è migliorabile ma il riscontro al miglioramento introdotto è dato dai dati che indicano come fi­siologica la migrazione dei pazienti verso altri ospedali soprattutto del Centro- Nord Italia. In precedenza non era così. 

Quali altre attività caratterizzano l’attività del suo gruppo?

Ho voluto porre una particolare attenzione allo sviluppo di quelle attività scientifiche che potessero favorire il confronto e lo scambio di conoscenze: allo scopo dal 2004 abbiamo or­ganizzato congressi e attività di formazione in linea con gli orientamenti del Ministero della Salute, che prevede una educazione medica e infermieristica continua.

Ci siamo caratterizzati anche per una presenza costante ai più impor­tanti incontri scientifici italiani riguardanti la nostra disciplina, come presentatori di relazioni e comunicazioni, nonché in ambito internaziona­le dove più volte le nostre presentazioni hanno superato il vaglio di una rigorosa selezione da parte dei comitati scientifici come in occasione degli appuntamenti annuali del Congresso Eu­ropeo dell’Ests del 2007 e 2008 dove sono state accettate tre presentazioni o pubblicati contributi scientifici come accaduto nel 2007 e 2010 sul­le Riviste Internazionali: “European Journal of Cardio-Thoracic Surgery” e “Interactive Car­dioVascular and Thoracic Surgery”. Ovviamente le nostre attività scientifiche sono anche espres­sione di quella che possiamo definire attività di reparto vera e propria e che ci ha consentito di essere un gruppo stimato e apprezzato dai colle­ghi in ambito nazionale. 

Ci sono settori della chirurgia toracica per i quali avete sviluppato particolari competenze?

L’ esperienza maturata in relazione alle re­sezioni polmonari, ha fatto sì che questo tipo di intervento venga svolto come procedura di routi­ne dalla nostra equipe, negli ultimi anni ci siamo focalizzati su tipi di chirurgia toracica estrema­mente complessi e che pochissime realtà italiane praticano. 

Di che si tratta?

La chirurgia della trachea e la chirurgia del distretto cervico-toracico. Si tratta di intervenire su patologie abbastanza rare e molto complicate da trattare chirurgicamente. Nello specifico, per la chirurgia della trachea mi riferisco al tratta­mento delle stenosi della trachea che si possono manifestare in seguito a tracheotomie in pazienti sottoposti a trattamenti di insufficienze respirato­rie gravi, casi molto limitati ma che necessitano di una tecnica chirurgica e di una organizzazio­ne, anche dal punto di vista anestesiologico, di primo rilievo.

Anche la chirurgia cervico mediastinica fa rife­rimento a patologie rare che interessano sia il collo che la parte alta del polmone: si interviene in una zona contigua alla clavicola, particolar­mente delicata e a rischio per la presenza di vasi come la arteria aorta e la vena giugulare, nonché fasci nervosi. Questo tipo di attività ci ha propo­sto a livello nazionale ed internazionale riceven­do l’apprezzamento dei maestri di questo tipo di chirurgia. Inoltre vorrei evidenziare un progetto che abbiamo avviato l’anno scorso ed è riferito alla chirurgia mini invasiva per il trattamento dei tumori polmonari. 

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