Viaggio nella Sanità Salentina/Un gruppo multidisciplinare al servizio di ogni paziente/Il segreto? Lo spirito di squadra
Ricadute anche per altre strutture oltre alla vostra?
Credo che l’adozione di questo metodo abbia favorito o contribuito in parte alla implementazione di altri gruppi multidisciplinari come quello riferito alle patologie della mammella o a quelle della testa e del collo. Certamente tutto è migliorabile ma il riscontro al miglioramento introdotto è dato dai dati che indicano come fisiologica la migrazione dei pazienti verso altri ospedali soprattutto del Centro- Nord Italia. In precedenza non era così.
Quali altre attività caratterizzano l’attività del suo gruppo?
Ho voluto porre una particolare attenzione allo sviluppo di quelle attività scientifiche che potessero favorire il confronto e lo scambio di conoscenze: allo scopo dal 2004 abbiamo organizzato congressi e attività di formazione in linea con gli orientamenti del Ministero della Salute, che prevede una educazione medica e infermieristica continua.
Ci siamo caratterizzati anche per una presenza costante ai più importanti incontri scientifici italiani riguardanti la nostra disciplina, come presentatori di relazioni e comunicazioni, nonché in ambito internazionale dove più volte le nostre presentazioni hanno superato il vaglio di una rigorosa selezione da parte dei comitati scientifici come in occasione degli appuntamenti annuali del Congresso Europeo dell’Ests del 2007 e 2008 dove sono state accettate tre presentazioni o pubblicati contributi scientifici come accaduto nel 2007 e 2010 sulle Riviste Internazionali: “European Journal of Cardio-Thoracic Surgery” e “Interactive CardioVascular and Thoracic Surgery”. Ovviamente le nostre attività scientifiche sono anche espressione di quella che possiamo definire attività di reparto vera e propria e che ci ha consentito di essere un gruppo stimato e apprezzato dai colleghi in ambito nazionale.
Ci sono settori della chirurgia toracica per i quali avete sviluppato particolari competenze?
L’ esperienza maturata in relazione alle resezioni polmonari, ha fatto sì che questo tipo di intervento venga svolto come procedura di routine dalla nostra equipe, negli ultimi anni ci siamo focalizzati su tipi di chirurgia toracica estremamente complessi e che pochissime realtà italiane praticano.
Di che si tratta?
La chirurgia della trachea e la chirurgia del distretto cervico-toracico. Si tratta di intervenire su patologie abbastanza rare e molto complicate da trattare chirurgicamente. Nello specifico, per la chirurgia della trachea mi riferisco al trattamento delle stenosi della trachea che si possono manifestare in seguito a tracheotomie in pazienti sottoposti a trattamenti di insufficienze respiratorie gravi, casi molto limitati ma che necessitano di una tecnica chirurgica e di una organizzazione, anche dal punto di vista anestesiologico, di primo rilievo.
Anche la chirurgia cervico mediastinica fa riferimento a patologie rare che interessano sia il collo che la parte alta del polmone: si interviene in una zona contigua alla clavicola, particolarmente delicata e a rischio per la presenza di vasi come la arteria aorta e la vena giugulare, nonché fasci nervosi. Questo tipo di attività ci ha proposto a livello nazionale ed internazionale ricevendo l’apprezzamento dei maestri di questo tipo di chirurgia. Inoltre vorrei evidenziare un progetto che abbiamo avviato l’anno scorso ed è riferito alla chirurgia mini invasiva per il trattamento dei tumori polmonari.
















