Viaggio nella Sanità Salentina/Un gruppo multidisciplinare al servizio di ogni paziente/Il segreto? Lo spirito di squadra
…che ritornano ancora come focus di interesse…
Non può che essere così. In questo caso ci riferiamo a tumori che sono allo “stadio iniziale” – primo o secondo al massimo – invece dell’intervento in toracotomia tradizionale, realizziamo quello in video toracoscopia.
Come si realizza questo tipo di intervento?
Attraverso due o tre piccole incisioni di tre o quattro centimetri, riusciamo a intervenire in maniera equivalente rispetto alla chirurgia a “cielo aperto” tradizionale, con il vantaggio per il paziente sia di miglior risultato estetico ma sopratutto una notevole riduzione del dolore post operatorio e una maggiore mobilizzazione del paziente. Proprio in relazione a questa tecnica di intervento, abbiamo ricevuto l’invito a prendere parte ai lavori del XVII Congresso Nazionale della Società di Endoscopia Toracica che si terrà a Brescia dal 26 al 28 settembre.
Un ulteriore riconoscimento al vostro lavoro…
In parte è vero ma lo considero più uno sprone a migliorare e ad andare avanti, perché come medico non posso non notare le lacune il sistema italiano e soprattutto del Sud, in questo campo.
Vale a dire?
Anche in questo caso basta fare riferimento a dati numerici: le Unità Operative italiane invitate ai lavori di quel Congresso sono 8, di queste, al Sud, oltre alla nostra ci sono solo una Unità di Palermo e una di Napoli…e ho detto tutto! – conclude con amara ironia tutta meridionale. Una situazione che evidenzia limiti noti e diffusi alle nostre latitudini… Credo sia il risultato della nostra mentalità meridionale, capace di produrre eccellenze in ogni campo ma troppo spesso frenata dal limite dell’individualismo, come se fosse parte strutturale di quella stessa mentalità.















