Pubblicato in: Gio, Giu 20th, 2013

Viaggio tra le Professioni/Vita da…Avvocato di Provincia

PARLA IL PRESIDENTE DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI PRESSO LA CORTE D’APPELLO DI LECCE 

FATANO: È VITALE L’AGGIORNAMENTO COSTANTE

Il presidente dell’Ordine degli Avvocati presso la Corte di Ap­pello di Lecce, avv. Raffaele Fatano, nella recente relazione del 3 giugno, ha evidenzia­to per l’Avvocatura, “l’incapacità di gestire in modo corretto e linea­re l’accesso alla professione” con conseguente crescita senza qualità degli Albi.

degli atti

Il problema dell’accesso alla professione esiste – commenta l’avv. Giuseppe Degli Atti, civili­sta e amministrativista del foro lec­cese – esiste un numero di iscritti all’Albo ben superiore alle necessità espresse dal nostro territorio, dalla nostra Regione.

Colpa forse di una procedura di esame per l’ammissione alla professione diventata più age­vole nel tempo?

Non saprei esprimermi in me­rito , la mia esperienza – aggiunge sorridendo – è vecchia di trent’an­ni; probabilmente le maglie si sono allargate ma propenderei più per l’ipotesi che vuole la professione di Avvocato intesa come una specie di ripiego…

Un ripiego affatto leggero …

In effetti è così – incalza – ma anche questo è un segno del tempo e delle difficoltà di una collocazio­ne lavorativa. Il laureato si iscrive all’Albo degli avvocati anche nella eventuale prospettiva di non riuscire a superare altre prove concorsuali, pensando così di poter avere co munque uno sbocco professionale che in realtà non ha perché il nume­ro di iscritti è tale da assorbire di gran lunga il fabbisogno. Il risultato finale è che i grossi studi professio­nali non subiscono grandi flessioni nella propria attività ma la maggior parte degli avvocati risente di que­sto tipo di nuova concorrenza.

La crisi economica fa sentire i suoi effetti anche nelle dinami­che della categoria…

Sicuramente si, prova ne è che anche gli Enti pubblici, quando fan­no ricorso all’avvocatura esterna, concordano le tariffe con il profes­sionista, soprattutto le banche o le compagnie di assicurazione dettano le proprie condizioni ai giovani av­vocati, così l’effetto indotto dal de­creto sulle liberalizzazioni danneg­gia soprattutto chi si affaccia alla professione.

Forse una limitazione per l’iscri­zione al Corso di Studi in Giuri­sprudenza potrebbe contribuire a regolarizzare l’accesso alla professione?

Direi di no, sarebbe meglio se il sistema universitario, pur consen­tendo il libero accesso a tutti per tutte le facoltà, prevedesse una va­lutazione dopo il primo biennio, per verificare se lo studente rispetta il piano di studi per conseguire il tito­lo secondo una tempistica coerente con le attuali dinamiche lavorative. Semmai nell’ambito dell’Avvoca­tura andrebbero ribadite le incom­patibilità con altre professioni , secondo quella che deve essere una scelta di fondo che orienti in manie­ ra esclusiva verso la professione di avvocato.

Come perseguire i casi di in­compatibilità che generano con­dizioni di concorrenza sleale nei confronti di chi svolge la profes­sione in modo continuativo ed esclusivo?

In prospettiva è necessario un controllo più puntuale sull’esisten­za di queste incompatibilità, i tempi sono lunghi e anche in questo caso biisogna attivarsi da subito per fronteggiare la crisi di sistema che coinvolge la categoria. Nello speci­fico non bisogna dimenticare che la professione di avvocato, svolta con serietà e scrupolo, assorbe total­mente, perché soprattutto oggi dove è necessario un giornaliero e co­stante approfondimento su una pro­duzione normativa enorme, anche in riferimento a quella che incide nel dibattimento processuale.

Vale a dire?

Gli interventi normativi spesso sono scoordinati, tali da apparire poco razionali e pertanto l’avvocato ha il problema di capire innanzitut­to che normativa si applica al caso di specie, se per assurdo dovesse estraniarsi dal processo di aggior­namento, potrebbero sfuggirgli le novità legislative del giorno prima; da qui la necessità di un aggior­namento costante e perseguito con estrema attenzione e impegno.

Pagine a cura di Paolo Lojodice

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