Pubblicato in: Gio, Ott 18th, 2012

Visita Pastorale/S. Cesario di Lecce/La Comunità cittadina accoglie il Pastore

Una città ricca di storia. Alcune testimonianze risalgono addirittura all’Età del Bronzo. Notevoli i segni della dominazione romana: nell’87 a.C. divenne Municipium e fu scelto come luogo di approviggionamento per i veterani romani.  

San Cesario di Lecce nasce a pochi chilo­metri da Lecce ed è abitato da circa 8000 persone. Le prime attestazioni storiche della città risalgono già all’età del bronzo e ciò è testimoniato da un reperto arche­ologico rinvenuto nella zona nel 1932. Ma l’origine vera e propria del paese risulta legata alla do­minazione romana del Salento. Infatti nell’87 a.C., San Cesario divenne “munici­pium” e la località fu scelta come luogo di approvvigionamento per i veterani romani. Sorsero lussuose ville, che con il passare del tempo diedero vita ad un villaggio, cono­sciuto con il nome di “Castrum Caesaris”. Durante il periodo medievale, il conte di Lecce, Tancredi, donò il territorio al monastero dei Cele­stini e per la prima volta la località fu evidenziata come San Cesario. Il feudo fu assoggettato nei secoli successivi a diverse famiglie locali, fino a quando, nel 1806, fu abolita la feudalità. Si possono scorgere notevoli contributi dei Sancesariesi anche nella storia del Risor­gimento Italiano.

“È una comunità, quella di Sant’Anto­nio da Padova, molto frammentata. Le di­verse opportunità che la società moderna oggi offre, di tanto in tanto, distraggono i laici dall’impegno e dalla costanza. Ma grazie a Dio, una parte di que­sta riesce a portare avanti un cammino di pastorale cateche­tica, offrendo ai bambini, ai ra­gazzi e ai giovani, alle famiglie e agli anziani diversi cammini di fede e formativi”. Queste le parole di don Giorgio Pastore, parroco di Sant’Antonio da Padova, il quale sottolinea la difficoltà della “crisi valoriale e l’emergenza educativa, che sono un campanello d’allarme forte, difficile da non sentire”.

Il sacerdote riconosce il fatto che il suo gregge non è formato da pecore facili da pascere, ma cerca di combattere affinché “Educare alla vita buona del Vangelo” non resti solo un do­cumento, ma sia una convinzio­ne e un punto fermo dal quale ripartire a reagire per riscoprire la forza, la bellezza, la grande energia che Dio ci può donare”. Il primo cittadino di San Cesa­rio, il dott. Andrea Romano, interviene con parole di speran­za per questa piccola comunità e manifesta la personale gioia nell’accogliere Mons. D’Am­brosio. “Sarà l’occasione, per tutta la comunità, di riflettere sul proprio benessere spirituale che deve arricchirsi di sempre nuove e stimolanti esperienze”.

“La presenza del vescovo in Hospice durante la prossima “Visita Pastorale”, rappresente­rà per noi operatori l’incontro tra il dolore e la pietà, l’ango­scia e la comprensione, tra lo sconforto e la speranza” – as­serisce il dott. Caroprese, Di­rigente Responsabile dell’Ho­spice di San Cesario. La Visita sarà, quindi, anche un incontro ravvicinato con il dolore e la sofferenza. Il dott. Cicoira, Di­rigente Sanitario dell’Ospedale Galateo, centro di riabilitazione neurologica, neuromotoria e pneumologica, denuncia il suo rammarico per la mancanza di posti letto, dovuto alla scarsità dei supporti economici. “La Comunità parrocchiale sarà presentata all’Arcivescovo come la “grande famiglia” formata dall’insieme di tante famiglie cristiane. In essa tutte ne fanno parte e verso tutte c’è una forte attenzione pastorale. Luci e ombre, gioie e tristezze sono il più possibile condivise per camminare insieme” – con queste parole don Gino Scar­dino presenta la comunità della sua parrocchia Santa Maria del­le Grazie.

Continua affermando che “la Comunità di S.Cesario, nelle sue varie espressioni, è viva e attiva; segue le indica­zioni pastorali del Magistero e della Chiesa Locale”. Anno­vera, poi, le varie associazioni parrocchiali, le quali contri­buiscono attivamente alla vita sociale del paese: l’Azione Cattolica e l’Agesci, i Catechi­sti e gli Educatori, la Caritas e il Volontariato Vincenziano, l’Apostolato della Preghiera, il Gruppo di preghiera di Padre Pio e la Fraternita Domenicana e, infine, le varie Confraternite. Conclude dicendo “crediamo al soffio dello Spirito” che l’Ar­civescovo con la sua presenza e con la sua parola paterna ravviverà in tuttala Comunità di San Cesario”.

Eleonora Zecca

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