Pubblicato in: Ven, Dic 6th, 2013

Visita Pastorale/San Giovanni Battista/“Ho incontrato una comunità accogliente”

IL PARROCO/DON GERARDO IPPOLITO 

“SIAMO AL SERVIZIO DELLA NOSTRA GENTE” 

Lei ha vissuto altre Visite Pastorali, cosa ha di nuo­vo questa?

Tutte le S. Visite, chiunque sia il Vescovo che le promuove, sono un dono di Dio per noi sacerdoti e per la comunità parrocchiale. Cambia semmai lo stile con cui un Vescovo imposta la S. Visita. Ci può essere una Visita più attenta all’aspetto pragmatico della parrocchia, un’altra che promuove di più l’aspetto liturgi­co e cultuale, un’altra attenta al rapporto con le persone e con i sacerdoti. In questa S. Visita ho sentito un Vescovo amico, vicino a me parroco, comprensivo, attento alle domande che gli faceva­mo più che alle risposte da dare.

C’è stato qualche momento  che l’ ha colpita maggiormente?

Tutti i momenti sono particolari e ti lasciano nel cuore qual­cosa. Come dimenticare gli ammalati che guardavano e toccavano il Vescovo come fosse Gesù e lo ringraziavano perché era andato a trovarli? Ma l’in­contro con i ragazzi della Scuola Media “Stomeo – Zimbalo” mi ha toccato in modo particolare. Erano emozionatissimi non solo i ragazzi ma anche la dirigente e gli insegnanti. Avevano preparato una accoglienza calda, festosa, con cartelloni, domande, lettere scritte al Vescovo, con canti ed esibizioni arti­stiche. Ho visto una ragazza di III media piangere per l’emozione. Erano tutti attentissimi alle risposte che dava loro il Vescovo e si vedeva, si toccava con mano che erano contenti, che aspettavano quella visita, che recepivano tutto ciò che il “Padre Vescovo” diceva e rappresentava.

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Pensa che in parrocchia cambierà qualcosa dopo quest’evento?

Non ci attendiamo cambiamenti repentini. Il Vescovo ci ha dato delle linee guida su come essere comunità cristiana in un ambiente difficile come il nostro; ci ha incoraggiato ad andare avanti nonostante le difficoltà ambientali, econo­miche e sociali e tutto questo siamo sicuri che porterà frutti con il tempo. Per le esperienze belle che stiamo vivendo è come se avessimo avuto la sua benedizio­ne, forti della sua preghiera e della sua guida. Da parte nostra non mancherà certamente l’affetto, l’unità verso colui che per noi è come il “buon Pastore”.

Come la comunità ha accolto il suo Pastore?

Se per gente intendiamo coloro che partecipano alla vita della comunità diciamo che erano strafelici perché attendevano questa visita e si sono sentiti incoraggiati a continuare, a testimoniare Cristo risorto e ad essere uniti in un quartiere dove appena il 5% frequenta la S. Messa domenicale. Se per gente invece intendiamo gli altri, coloro che non sono vicini alla parrocchia, nei vari incontri casuali c’è stato sempre rispetto e ammirazione per ciò che il Vescovo rappresenta. In lui hanno visto la Chiesa vicina, che lavora per lenire le soffe­renze dei più poveri (mense caritas, casa della carità, pacchi viveri), ma anche il rappresentante di una Chiesa che sentono loro accanto in ogni momento della vita. A detta di tutti: la parrocchia e la scuola sono le due realtà che sono un dono e servono veramente il quartiere.

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