Pubblicato in: Ven, Mar 6th, 2015

Vita da Immigrati/Accoglienza e integrazione abitano a Lecce

La piaga del lavoro nero in Italia e nel Salento è una questione spinosa alla quale ancora non si trova rimedio.

scafisti

Il fenomeno dell’immigrazione riguarda l’intero pianeta e tutte le epoche storiche, tuttavia, seppur sia antico come il mondo, risulta ancora oggi uno degli avveni­menti più difficili da comprendere e affrontare a causa del suo veloce evolversi e delle sue conseguenze, poiché quasi mai abbiamo a che fare con episodi isolati, ma al contrario con situazioni i cui effetti si dilaga­no “a valanga”. Tra le maggiori cau­se dell’immigrazione internazionale verso la nostra Penisola, negli ultimi venti anni ci sono per prime le crisi umanitarie che coinvolgono un nu­mero sempre più ampio di soggetti vulnerabili, come dice il “Rapporto sulla protezione internazionale in Italia 2014”, quali minori stranieri, apolidi e vittime di tratta, rifugiati e richiedenti asilo, per finire al flusso delle migrazioni forzate al livello internazionale. Secondo il “Dos­sier Statistico Immigrazione 2014, Rapporto Unar”, in Italia ci sarebbe un aumento dell’immigrazione del 15% con oltre cinque milioni di stranieri e la percentuale sarebbe destinata a crescere. In riferimento ai primi sei mesi del 2014, il 30% del totale dei migranti sbarcati in Italia erano di nazionalità eritrea, in coda siriani e malesi; gli altri paesi coinvolti Gambia, Nigeria, Somalia, Senegal, Egitto, Pakistan, Marocco e altre.

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In totale sono 65.456 gli stra­nieri emigrati nella nostra Penisola nell’ultimo anno. Il Ministero degli Interni rivela che se i flussi migrato­ri negli ultimi quattro anni in Italia vedono la Sicilia al primo posto e nei soli primi sei mesi del 2014 con l’85,5% dei migranti (56.649), la Puglia è invece al secondo posto con 5.978 sbarchi, seguita dalla Calabria con 1.765 sbarchi. Sempre al 2014, in Puglia si registrano oltre 110 mila immigrati e nel solo Salento oltre 19 mila residenti stranieri, in percentuale maggiore tra i 30 e i 34 anni di età e in prevalenza di sesso femminile. Sono diversi i centri di prima e seconda accoglienza messi a disposizione degli immigrati in Italia, tuttavia, i richiedenti asilo e i titolari di protezione internazionale sono molti di più delle presenze ufficiali. La piaga del lavoro nero, del resto, anche di coloro che hanno un regolare permesso di soggiorno, dichiara il Rapporto Internazionale, e di chi vive in baracche di fortuna è una questione spinosa, alla quale ancora non si trova rimedio.

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