L’Orchestra di Fiati… Un patrimonio da non disperdere
L’impegno artistico del M° Francesco Muolo per salvaguardia delle tradizioni musicali del territorio.
Questa musica vive un momento di grande crescita e approfondimento. Tutti apprezzano le doti timbriche che un’orchestra di fiati può esprimere trovando nel pubblico sempre unanimi e corali consensi.
In queste ultime settimane il Conservatorio di Musica “Tito Schipa” di Lecce ha promosso due importanti eventi con un ampio riscontro di pubblico. Il cartellone ha proposto un recital sul tema della sonata di età barocca, classica e romantica, nella performance di Veronica Schifano al violino e di Valerio De Giorgi al pianoforte. Il programma della serata si è aperto con la Sonata per violino e pianoforte in fa min. op. 6 n. 7 di Pietro Antonio Locatelli (1695-1764) “Au tombeau”. Gli ascoltatori, dopo, hanno potuto apprezzare la Sonata per violino e pianoforte in la maggiore op. 12 n. 2 (allegro vivace – andante più tosto allegretto – allegro piacevole) di Ludwig van Beethoven (1770-1827), dedicata ad Antonio Salieri, suo maestro di composizione. L’intensa serata si è conclusa con la Sonata per violino e pianoforte in sol maggiore op. 78 n. 1 (vivace ma non troppo – adagio – allegro molto moderato) di Johannes Brahms (1833-1897), scritta fra il 1878 e il 1879 utilizzando il materiale tematico di “Regenlied” e “Nachklang”, due Lieder omaggio a Clara Schumann, pubblicati alcuni anni prima nella raccolta dell’op. 59. L’altro evento è stato in occasione della Settimana Santa. Il Conservatorio ha proposto un concerto sul tema della Passione di Cristo; sono stati protagonisti le voci solistiche di Stefania Patavia (soprano), Silvia Susan Rosato Franchini (soprano), Marinella Rizzo (mezzosoprano), Adalberto Baglivo (tenore) e Giorgio Schipa (baritono); erano soste nuti dal Coro e dall’Orchestra di Fiati del Conservatorio “T. Schipa” per la direzione del maestro Francesco Muolo. Il concerto ha proposto alcune intonazioni laudistiche, tratte dal Laudario di Cortona (seconda metà del XIII secolo) e l’Oratorio Le sette ultime parole di Nostro Signore Gesù Cristo (1838) di Saverio Mercadante, su testo di Metastasio, per soli, coro e orchestra di fiati. “L’Ora del Salento” ha intervistato, in esclusiva, Francesco Muolo.
Può illustrare, in breve, il suo impegno nella salvaguardia delle tradizioni musicali del territorio?
Il miglior modo di salvaguardare le tradizioni musicali che contraddistinguono la nostra regione, ed in particolare il territorio salentino, è lo studio. La conoscenza è la base di tutto e di ogni cosa!
Le “Ultime sette parole” sono sette frasi che i Vangeli attribuiscono a Gesù durante la sua Passione in croce. Come sono timbricamente connotate nella partitura che ha diretto in occasione del concerto della Settimana Santa?
Il legame tra testo e musica è l’elemento fondante di questa composizione, come di ogni composizione. Del resto il testo, estrapolato dai Vangeli, è rivestito di poesia da Metastasio, uno dei più importanti, se non il più importante autore di testi per musica nel panorama dei librettisti tra fine Settecento e primi dell’Ottocento. Tutti i grandi compositori hanno utilizzato i suoi libretti. Quindi il testo che commenta le sette parole di Gesù sulla croce è sorretto da una musica che ne esprime il valore, l’alternanza tra il quartetto dei solisti e il coro, poi, non fa altro che esaltare, e direi sottolineare, questo stretto connubio tra testo e musica.
Quali valori spirituali ha espresso il programma musicale proposto per l’occasione?
Ogni concerto di musica esprime una spiritualità, dove il termine “spiritualità” è inteso come elevazione verso il bello. Per noi cristiani, poi, la spiritualità di un concerto di musica sacra ci fa comprendere il mistero che si celebra. In questo caso la musica è un momento di forte riflessione del mistero di Cristo morto e agonizzante, ma vittorioso sulla morte e quindi risorto perché anche noi, attraverso queste note e questo testo, possiamo fare “pasqua”, ovvero passare da una vita di disinteresse dei valori cristiani ad un amore e un approfondimento maggiore dei valori che a Cristo si ispirano.
Quale specifico brano del repertorio vocale e strumentale le sta più a cuore e preferisce dirigere?
Ogni brano ha la sua bellezza e il suo valore, pertanto non ho un brano in particolare che preferisco, però i due aspetti, quello vocale e quello strumentale uniti hanno sempre il loro fascino.
















