Supplica datata 1876/Un “altro Patrone Principale”
Ritrovato il documento originale e donato alla Matrice di Monteroni. Si chiedeva un patrocinio congiunto del SS. Crocifisso e di S. Antonio da Padova.
Da molti anni, con grande fede e partecipazione si conclude la Solenne Processione in onore del SS. Crocifisso Compatrono di Monteroni. E proprio nella suggestiva cornice di una piazza Falconieri gremita di fedeli raccolti in preghiera di fronte all’Effigie miracolosa del Redentore che, quest’anno, con animo generoso il dott. Claudio Martino, della nota Casa Editrice Esperidi, ha consegnato un documento datato 1876 riguardante proprio l’istituzione della festa. Un dono che arricchisce il patrimonio archivistico della Parrocchia Matrice. Si tratta di una supplica con la quale si richiede un “altro Patrone Principale”, Gesù Crocifisso, a nome del “Reverendo Clero” e del “Municipio” della comunità salentina. La missiva va collocata in un periodo storico immediatamente successivo all’Unità d’Italia che registrò, tra gli altri, un evento luttuoso, quale l’epidemia di colera che colpì la popolazione monteronese. Era il 5 ottobre 1867, quando, sotto il sindacato di Fabrizio Carretti, si realizzò l’evento miracoloso, al termine di una processione fortemente voluta dal Clero e dai cittadini con la maestosa statua raffigurante il SS. Crocifisso, conservata nella Chiesa Matrice. Nei giorni successivi, infatti, si registrò un calo dei decessi e di conseguenza ne seguì l’arresto dell’epidemia, motivo per il quale l’intera comunità cittadina considerò l’accaduto frutto della protezione divina. Dopo dieci anni, il ricordo dell’intervento divino doveva essere ancora molto forte tra la popolazione se si decise di inoltrare tale supplica accompagnata dalle richieste del Clero e dell’Università di Monteroni.
La lettera, probabilmente redatta da don Vincenzo Sabato (Economo Curato dal 1862 al 1881 e successivo Arciprete dal gennaio 1881 al dicembre 1886), evidenzia una richiesta alquanto chiara ed inequivocabile, concepita quale “desiderio universale”, per l’elevazione del SS. Crocifisso a “Patrono Principale”, sottolineando che “la sospirata grazia” si richiedeva “non per manco di fede verso l’attuale Protettore S. Antonio di Padova, pel quale è veramente viva la fiducia, ma per esser grati verso Gesù Crocifisso”. Il documento, intestato “Eminenza Reverendissima”, potrebbe essere stato indirizzato all’allora Prefetto della Sacra Congregazione dei Riti o, magari, al Cardinal Vicario ma, di sicuro, ad un Cardinale della Curia Romana, a dimostrazione dell’attaccamento e della riconoscenza di un popolo nei confronti del SS. Crocifisso. Da sottolineare, inoltre, che già dal 1870 era giunto dalla Santa Sede l’Assenso del Pontefice Pio IX che autorizzava la commemorazione dell’evento prodigioso nella seconda domenica di ottobre di ogni anno (Cfr. APMM, Miscellanea, a. 1870, nn.). La lettera non riporta alcun tipo di firma ma è stata scritta certamente nel 1876 periodo in cui il Municipio era guidato da Oronzo d’Arpa, un sindaco che aveva vissuto sulla sua pelle i fatti storici accaduti e la profonda riconoscenza che i cittadini universalmente riponevano nel Crocifisso.
LA TRASCRIZIONE INTEGRALE DEL DOCUMENTO
In Monteroni, luogo di questa diocesi si festeggia in tutta pompa il SS. Redentore, quel popolo ei un’immensa fiducia nel SS. Redentore, per cui ne solennizza la festa nella seconda domenica di ottobre in ogni anno con ogni pompa. Ora è desiderio universale, che venisse elevato un altro Patrone Principale, non per manco di fede verso l’attuale Protettore S. Antonio di Padova, pel quale è veramente viva la fiducia per esser grati verso Gesù Crocifisso ottenne le molte grazie, che comparte e glorificarlo dippiù; il che lascia a maggior onore del Santo.
E perché l’Eminenza Reverendissima possa degnarsi ottenere dalla Sovrana Clemenza del Nostro Augusto S. Padre la sospirata grazia mi onoro consegnarli due suppliche, una del Reverendo Clero del luogo e la seconda del Municipio, colle quali si dicono i voti e gli ardenti desiderii, della buona popolazione di Monteroni, quale sospira ancora suo Protettore Principale il SS. Crocifisso.
Costruendomi la verità dell’esposto anelare le suppliche della religiosa popolazione di Monteroni nelle mie, ed è piena fiducia, che il Nostro Amatissimo Santo Padre avrà la Sovrana Degnazione accoglierle colla sua illimitata clemenza.
E baciandole, Eminentissimo Principe, con profonda venerazione il lembo della Sacra Porpora, è il singolar bene di sostenermi.
RETRO
Monteroni – 1876
Il SS. Crocifisso dichiarato dalla Santa Sede Protettore.
Eminenza Reverendissima
Mi è grato rimettere all’Eminenza Vostra Reverendissima sue suppliche, una del Reverendo Clero di Monteroni e l’altra di quel Municipio.
A cura di Christian Tarantino


















