Pubblicato in: Ven, Mar 13th, 2015

Festa del Papà… Chiamati ad essere Genitori

PIERFAUSTO/“LA MIA VITA CON ELISABETTA”… “VOGLIO STARE CON PAPI” 

Pierfausto, 36 anni, esperto infor­matico in un negozio di computer. Già papà dal 2010, quest’anno lo sarà per la seconda volta. Ritor­nando con la memoria al tempo in cui è nata la prima figlia, il suo grande regalo, dice di ritenersi un uomo fortunato e racconta: “Mi ricordo che era un periodo particolare, al lavoro un sacco di tensio­ni, ma, quando io e mia moglie abbiamo scoperto che saremmo diventati genitori, l’atmosfera si è fatta frizzante. Inoltre, ho avuto la possibilità di essere presente in sala parto ed è stata un’esperienza indescrivibi­le”. La nascita di Elisabetta determina un momento di svolta per Pierfausto, l’inizio di una nuova vita emozionate, però anche fati­cosa. “Diventare papà è un’esperienza che ti sconvolge la vita. Tuttavia, sono molto con­tento della mia esperienza di padre, perché malgrado difficoltà e oneri Elisabetta è una bimba meravigliosa che si fa voler bene. È più problematica l’attesa, il sapere che sta arrivando (tua figlia) e provare a immagina­re quello che sarà, invece poi affrontando la vita giorno per giorno riesci anche a gustar­tela”.

padre

Gli impegni lavorativi non lasciano molto tempo da dedicare ad Elisabetta, ma “occorre fare in modo che quei 20 minuti al giorno siano di qualità”, dice. Prendersi cura di un figlio fa capire molte cose: “Mi trovo a fare osservazioni che mi erano state rivolte da mio padre e automaticamente dico ecco sono diventato vecchio” scherza, ironico. L’arte del genitore è un mestiere che si impara strada facendo, prendendo porte in faccia e assumendosi le proprie responsabilità: “milioni di consigli, tutti diversi, ti fanno diventare pazzo”. A volte, invece, sono gli stessi bambini, con la loro semplicità a darti insegnamenti di vita: “Elisabetta aveva poco più di due anni. Una sera tornando a casa dal lavoro, lei che stava giocando con un palloncino, con un gesto repentino lo ha cacciato via e si è abbrac­ciata a me e ha esclamato: voglio stare con papà! Là capisci che non esiste altro lei a differenza di me e mia moglie sa esattamen­te quello che vuole!”.

GENEROSO/“OGGI I FIGLI SONO UOMINI”… TUTTO PER LA FAMIGLIA 

Una vita semplice, intessuta di sacrificio, saggezza e amore pa­terno, intorno alla quale ruotano tutti gli affetti familiari è quella di Generoso Quarta, 76 anni, moglie, 4 figli e 7 nipoti. Pensionato, per molti anni ha gestito un negozio di colori e ferramenta di cui era titolare. Racconta: “il negozio era già aperto anche prima delle 7.00 ogni mattina, per dare un punto di rife­rimento alle imprese che, nel nostro settore, cominciavano a lavorare con le prime luci dell’alba. La mia giornata trascorreva nel ne­gozio quotidianamente fino alle 20.00, fatta eccezione per la pausa pranzo. Nonostante gli impegni lavorativi sono sempre riuscito a sfruttare il tempo libero per garantire in fa­miglia la mia presenza e per concederci dei bei momenti di spensieratezza, di quelli di cui oggi, sia per l’età sia per i tempi diversi in cui viviamo, spesso non riusciamo più a godercene. Per esempio, qualche anno fa, quando la salute me lo consentiva, il sabato pomeriggio e la domenica trascorrevamo tutto il tempo in una casa di campagna co­struita pian piano nel corso degli anni. Qui, io e i miei figli ci rilassavamo a contatto con la natura.

nonno

In coscienza, credo di aver dedi­cato tutte le mie energie alla mia famiglia: chiaramente non dico di non aver sbagliato niente, ma non ho rimpianti per le scelte che ho fatto e credo di aver lasciato ai miei figli cose buone da cui trarre insegnamenti. Oggi i miei figli sono uomini e, tranne uno, hanno moglie e figli. Con loro ho ancora quel rapporto da padre che cerca di dare un buon consiglio quando serve, perché si è genitori sempre e non a tempo determinato. Con i miei nipoti, invece, è tutta un’altra cosa: con loro viene meno l’impegno di doverli educare perché ci pensano i genitori e quindi sono solo coccole e giochi, anche se alla mia età è difficile, a causa dei vari acciacchi, tenere testa ai piccoli. Loro mi regalano quella spensieratezza che alla mia età la vita spesso ti toglie. Così come faceva mio padre con me, anche io con i miei figli non perdo occasione nei giorni di festa per condividere qualche sorriso e qualche buon bicchiere di vino attorno ad un tavolo di 17 commensali: la mia famiglia!”.

Pagine a cura di Fatima Grazioli e Sonia Marulli

Pages: 1 2

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti