Pubblicato in: Ven, Mag 8th, 2015

1978-2015/La morte di Aldo Moro… Martirio per la Democrazia

IL PROFILO

Maria Maglio è stata per molti anni la rappresentante dei giovani “mo­rotei”, ovvero i giovani democristiani amici dell’on. Aldo Moro all’interno del Movimento giovanile della Democrazia Cristiana. Eletta prima nel Consiglio Nazionale di Palermo nel 1973 e, poi, alla Direzione Nazionale della Dc. Successivamente, quando Fanfani commissariò il Movimento Giovanile e si giunse ad una Commissione composta da sette commis­sari del Movimento Giovanile, Maria fu nominata commissario proprio in rappresentanza dei giovani “morotei”. Dopo il rapimento del Presidente Moro, fu chiamata a far parte della Segreteria Tecnica del Ministro del La­voro Scotti, nominato dal Governo il 16 marzo 1978, lo stesso giorno del sequestro. All’interno del Movimento Giovanile ha seguito personalmente tutto l’iter di approvazione della Legge sui giovani, la famosa 285, che rivedeva i contratti di formazione lavoro e ha rappresentato il Movimento Giovanile nella Conferenza Nazionale organizzata dal Governo. Succes­sivamente ha diretto il Dipartimento economico del Partito e poi quello strategico che si occupava dei programmi e della linea strategica della Democrazia Cristiana fino al 1992-93 ovvero fino alla chiusura del Partito stesso.

Nuova_2

“A quei tempi – racconta la Maglio – avevo preso già abbastanza coscienza di ciò che stava accadendo tanto da non condividere assoluta­mente quella fine così forzata della Dc e quindi nel 1995, dopo aver ten­tato di rimanere a Roma come dirigente di un’azienda, essendo divenuto molto pesante il fardello di tutte le vicende che si erano succedute e che avevo vissuto in prima persona maturai l’idea di tornare nel Salento, a casa mia, nella speranza di poter riprendere il discorso politico interrotto”. Una grande debole per la politica, fin dai tempi della sua fanciullezza tanto che “mentre frequentavo ancora le elementari – è sempre lei che raccon­ta – scappavo di casa per assistere a comizi in Piazza Sant’Oronzo. Con grande disperazione dei miei genitori che decisero di ‘rinchiudermi’ nell’I­stituto Marcelline. Poi, gradualmente mi sono avvicinata alla politica da sola e senza alcun aiuto. Ero nata con questa passione. Da piccola dicevo che volevo diventare una persona importante per fare il bene e questo i miei genitori me lo ripetevano spesso. Certamente non ho mai voluto fare politica per trarne un profitto personale o raggiungere una posizione di potere fine a se stessa”. La vicinanza all’on. Moro ha fatto il resto. Oggi non vive di ricordi. Ma i ricordi l’aiutano ancora oggi a spendersi per la sua passione originaria, tanto forte e tanto grande da rinunciare anche a farsi una famiglia. “Mi resi subito conto – confessa – che la famiglia mi avrebbe fatto rinunciare alla mia passione e il mio lavoro mi avrebbe costretta ad affidare eventuali figli ad altri. Fu una scelta molto consapevole”.

Pagine a cura di Vincenzo Paticchio e Christian Tarantino

Pages: 1 2 3

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti