20 Paesi in 60 giorni/Quattro amici per “un mondo senza confini”
A parte la rilevanza dell’impresa stessa, quali sono stati gli aspetti positivi che vi hanno impresso un ricordo più intenso, soprattutto nell’approccio con altre civiltà?
Nonostante l’estrema povertà, le popolazioni locali ci hanno stupito per l’accoglienza e l’entusiasmo nei nostri confronti. Nel deserto del Gobi, in Mongolia, abbiamo conosciuto alcuni pastori che ci hanno accolto nelle gher (abitazione tipica costruita con paglia e fango e ricoperta con materiale impermeabile) e dopo averci offerto ristoro dalle stanchezze del viaggio ci hanno fornito le informazioni di cui avevamo bisogno.
Se vi chiedessero di elencare cinque personaggi che vi sono rimasti impressi?
A Samarcanda abbiamo conosciuto un venditore di tappeti che in ogni sua frase utilizzava contemporaneamente tutte le lingue che conosceva e abbiamo apprezzato la sua simpatia.In Mongolia, fortunatamente, proprio una giornalista italiana ci ha aiutato a preparare il nostro itinerario nel deserto del Gobi. Ma più di tutti ricorderemo sempre lo straordinario comportamento delle nostre guide Frank, Abdul e Azizmentre ci accompagnavano a visitare i vari stati.
Ci hanno abituato a ragionare in termini di sviluppo e certamente pensiamo subito a questi territori come piuttosto arretrati. Come definireste il livello di tecnologia in questi Paesi?
Sì, in effetti pensavamo di trovare Paesi non all’avanguardia sotto questo aspetto, invece con sorpresa abbiamo notato che non esistono barriere nel mondo della tecnologia. Infatti, riuscivamo a comunicare senza difficoltà anche nel deserto.
A ben vedere, il vostro è stato di sicuro un viaggio piuttosto impervio e rischioso, in quanto conosciamo tutti le vicissitudini turbolente di alcune cosiddette zone calde dell’Est Asiatico, quali aspetti negativi sottolineereste?
Certamente, il progresso sta facendo passi da gigante ed è affascinante vedere come questi popoli stiano cercando il riscatto da un passato di povertà. Purtroppo però, questo progresso incontrollato li ha portati solo a radere al suolo la loro storia e a ricostruire intere città.
















