2019: La Sfida… Col fiato sospeso
In attesa di giudizio/Dopo la visita della Commissione giudicatrice si attende ora di conoscere il verdetto finale.
SOTTO ESAME TUTTO IL TERRITORIO… PAGINE DI PIETRA, PAGINE DI CARTA, PAGINE DI VITA
La candidata città di Lecce sotto esame. L’orale l’ha sostenuto lunedì scorso con la commissione europea che ha constatato de visu l’aspirante a capitale della cultura nel 2019. Le pagine di pietra dell’architettura, prima di tutto, avranno senz’altro convalidato le pagine della documentazione cartacea già esibita. Sono dunque balzate agli occhi quelle forme d’arte originali che si sono venute reificando nel Salento e in Lecce, che ne è la capitale, dove la cultura vivente è propaggine naturale della sua storica identità ben rilevante, con la sua costante vocazione all’indagine filosofica, alla ricerca, alla poesia e alla contemplazione estetica. S’è capita la preoccupazione di accogliere nel migliore dei modi la Commissione, ma riteniamo che i tanti eventi, pure in sé significativi, poco abbiano potuto aggiungere di sostanziale alla lettura di un processo di sprovincializzazione che parte, se si vuole, dagli antichi Messapi per arrivare fino a noi che assistiamo alla fervida operosità delle istituzioni universitarie – è di questi giorni la notizia che l’università del Salento è la quarta tra quelle italiane – , alla certezza produttiva dell’Accademia di Belle Arti, classificabile tra le prime in Italia, e ancora del conservatorio Tito Schipa, senza contare i musei, le tante associazioni teatrali e culturali, le capacità sinergiche di nuove forze di settori produttivi. Resta però valida l’idea di Airan Berg – coordinatore del Progetto Lecce 2019 – di coinvolgere il territorio in diverse attività con l’invito alla partecipazione collettiva alla giornata della visita in città della giuria internazionale, quasi a dimostrazione della qualità della vita e delle relazioni sociali.
Se questa fiammata non ha rischiato di confinare con lo scalpiccio della vita quotidiana, in cui è difficile avvertire l’eco di una grande invenzione poetica, artistica e letteraria, vorrà dire che la valutazione positiva riguarderà anche una comunità tanto ispirata il cui agire lascia trapelare l’impulso di un riflesso della bellezza e dell’armonia della cultura salentina nel teatro del nostro vivere visto in un giorno di festa sotto la luce della “poetica della meraviglia”. Nella loro “passeggiata” (accompagnata da una sorta di superiore pedagogia spirituale che i monumenti suggeriscono) nella città autentica, respirante e tiepida, con la sua compatta integrità, con la sua individuale corporea evidenza, gli illustri giurati si sono trovati in Piazza del Duomo dove hanno visto “davvero una meraviglia da celebrare fra le meraviglie d’Italia” (C. Brandi). Hanno altresì potuto condividere, specialmente guardando le basiliche, l’espressione di F. Gregorovius: “In niun altro luogo m’accadde mai di vedere pari ricchezza nel modo di ornare le facciate”. L’impatto con la città, col rilievo “visivo” di una realtà tanto ricca e nuova, non ha potuto che avvalorare la “storia”, aggiungendovi ciò che non è facile raccontare e che i commissari europei, nella loro perlustrazione avranno pur visto: una città ch’è materia animata e anima immateriata con un altissimo livello di civiltà.

















