Pubblicato in: Sab, Giu 20th, 2015

28 GIUGNO 2015/L’EREDITÀ SPIRITUALE DELL’ARCIVESCOVO RUPPI

Tre momenti per ricordare la figura e il Pastore che ha guidato la Chiesa di Lecce per oltre un Ventennio.

La Chiesa di Lecce fa memo­ria. E non dimentica i pastori che l’hanno accompagnata in fedeltà al vangelo di Gesù Cristo sulle strade del tempo, alla ricerca di quella comunione ec­clesiale che è prefigurazione della vita divina. L’Arcivescovo Cosmo France­sco Ruppi per un ventennio, nel diffi­cile passaggio epocale dal secondo al terzo millennio, ha condotto la Chiesa di Lecce attraverso alcune tappe che rimarranno per sempre scritte sulle pagine della storia del Salento. Come non ricordare la storica visita di San Giovanni Paolo II nel ‘94 a Lecce. Il Papa inaugurò il nuovo seminario a lui dedicato – altra tappa del passaggio leccese di Ruppi – e aprì ufficialmente il Sinodo diocesano affidando allo Spirito Santo il cammino di comunio­ne che questa Chiesa avrebbe percorso negli anni a seguire. Il Sinodo è sim­bolicamente divenuto, come più volte ha ripetuto l’attuale Arcivescovo di Lecce Domenico D’Ambrosio, la sua più grande eredità, il suo vero testa­mento spirituale. E poi l’accoglienza ai profughi, la realizzazione di chiese e opere necessarie alla pastorale ma utili anche al rilancio di una città che proprio durante gli anni del suo episcopato si è aperta decisamente ai flussi turistici, divenendo, ai giorni nostri meta privilegiata di tanti visita­tori da tutto il mondo. Ma mons. Ruppi, prima di lasciare la terra ha affidato a poche righe i suoi pensieri interiori. Ne riportiamo i bra­ni salienti.

FEDE E MISSIONE

“È la fede – scrive l’arcivescovo nel testamento spirituale – che mi ha sempre sostenuto nella mia vita sacer­dotale e nella vita episcopale, tenendo conto che ho scelto il motto giovan­neo: Fides victoria nostra. È vero che la fede mi ha sostenuto nelle dure battaglie della vita e mi ha dato forza e gioia. …Essa è stata sempre fon­data sulla fede nel Risorto ed è stata alimentata dalla devozione alla B. V. Maria, dal sacrificio, dal lavoro, dalla preghiera. …Questa fede ha trovato nel popolo cristiano delle parrocchie e delle diocesi di Termoli-Larino e Lecce la costante conferma, perché ho incontrato tanti credenti, pieni di dolore e di guai, ma ricchi di fede: ho sempre trovato conferma nella mia fede dalle celebrazioni, dagli incontri coi malati, dagli incontri col ‘popolo minuto’, dal popolo sano, fatto col lavoro e la sofferenza”.

d'ambrosio-ruppi

ACCOGLIENZA E CARITÀ

“Col tempo, prosegue il testamento – quando c’è stato il fenomeno della ac­coglienza nel ‘Regina Pacis’ ho capito che la fede senza le opere è morta: la fede ha la conferma della carità”.

SPERANZA E PERDONO

“È cresciuta scrive ancora Ruppi – an­che la speranza, soprattutto nella tarda età, col sopraggiungere delle sofferen­ze. Nonostante sia stato chiamato alla successione apostolica, ho fatto tanti peccati, e sento di dover chiedere per­dono a Dio, soprattutto per i peccati di omissione. Se ho offeso qualcuno, chiedo sinceramente perdono e per­dono le offese che sono state recate, forse involontariamente a me: voglio lasciare questa terra con la pacificazio­ne interiore, con la tranquillità di es­sere perdonato da Dio e dagli uomini; miseremini mei!

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