Pubblicato in: Gio, Mar 5th, 2015

L’8 Marzo/Storie di Donne Leccesi…Protagoniste nel quotidiano

LA VEDOVA/ESSERE FRAGILE E DELICATO: NON SI TOCCA

“TANTE ALTRE NON SONO STATE FORTUNATE E FELICI COME ME” 

“Spesso sono triste, amareggiata. Grazie a Dio le mie figlie mi aiutano a reagire. Mio marito per me era un pilastro forte, devoto e generoso”.  

Ada è una signora che all’alba dei suoi 78 anni ha vissuto una moltitudine di esperienze, alcu­ne di quelle che ti segnano per sempre. Alla domanda, com’è cambiato il ruolo della donna rispetto ai suoi tempi, risponde che la donna oggi ha acquisito molta libertà che prima non aveva, nella possibilità di esprimere se stessa con la parola, con il lavoro, partecipando alla vita sociale, oltre le mura domestiche. La signora Ada ha lavo­rato, sì, fino a quando non si è sposata. Con il marito ha vissuto felicemente, poi diversi anni fa il suo compagno di vita è venuto a mancare e ricominciare da sola non è stato affatto facile. Così racconta: “Dal punto di vista emotivo non posso dire di essermi ripresa, mi sento a terra. Spesso sono triste, amareggiata. Grazie a Dio le mie figlie mi aiutano a reagire. Mio marito per me era un pilastro forte, devoto e generoso. Ci soste­nevamo a vicenda, facevamo tutto insieme.

È difficile andare avanti, ma teniamo duro”. Ada, il suo coraggio lo ha dimostrato anche in altre occasioni, come ad esempio ha affrontato un tumore al seno che l’ha vista guerriera e poi vincitrice. “Mia figlia dice che sono stoica nel modo in cui ho affrontato la malattia, ma in realtà non mi sento così. La fede nel Signore mi ha aiutato molto, soprat­tutto, alla luce del fatto che molte altre donne non sono state fortunate come me”. Cosa vuol dire essere donna per te, le chiediamo infine. “Rispetto”, dice, “è un diritto che ogni donna deve pretendere, perché se non le viene dato se lo deve conquistare”. La donna è un essere fragile e delicato per Ada, che “non si tocca neanche con un fiore” né con violenze fisiche nè con violenze verbali, “non si deve mai alza­re la voce contro una donna”, dice, di contro il gentil sesso “deve essere sempre educato ma nello stesso tempo tenace e forte”.

L’IMPRENDITRICE…

UN NEGOZIETTO DI MONILI IN VIALE MARCONI/“HO SEMPRE PENSATO DI CREARE OGGETTI CHE PIACCIONO ANCHE A ME” 

“Non sono votata al sacrificio, l’orgoglio c’è per le cose importanti, ma l’aiuto non lo disprezzo, se qualcuno mi tende una mano l’accetto”. 

A volte è la vita che ti mette davanti alla strada del tuo destino. È il caso di Francesca Colaci, imprenditri­ce e artista artigiana, che da sola produce e vende gioielli nel suo negozietto in viale Marconi 39 a Lecce. Ci racconta com’è nata la sua passione per i monili. “Un pomeriggio di Natale, ero a spasso, vicino al Castello Carlo V. C’erano le classiche bancarelle e mi ha attirato l’attenzione una in particolare di esse, quella di un Indiano che vendeva pietre e accessori. Ho comprato quattro pietre, due nere e due bianche con i relativi ganci per poi realizzare due paia di orecchini, così per gioco. Da allora ho continuato a comprare altre pietre, i primi strumenti, pinze, e ho realizzato altri mo­nili. Ho regalato le mie prime creazioni a parenti ed amici che poi hanno iniziato un passaparola, una catena, per cui ho iniziato a credere che fare e vendere gioielli potesse diventare una profes­sione. Ho osato, non avevo granchè da perdere, così, anno dopo anno sono arrivata al quinto.

Mimosa

Ho affittato un negozio a Lecce. Mi fanno piacere gli apprezzamenti dei clienti che mi incoraggiano a non arrendermi nonostante la crisi”. L’abilità di Francesca è stata la sua capacità di re-inventarsi, assieme alla perspicacia nell’intuire i gusti delle donne. “Il mio campo è donna”, afferma, “pensando che quello che piaceva a me potesse piacere anche alle altre donne, non a tutte, certo, mi sono lanciata in un’attività che mi ha dato dei riscontri positivi”. La caratteristica che distingue una donna, per lei, è la bellezza che definisce un “bigliettino da visita”. Curare il proprio aspetto, esplicita poi, “conta nella vita solo se però è ac­compagnato dall’intelligenza, altrimenti la bellez­za nasce e muore”. La capacità di rialzarsi, invece, è per Francesca un luogo comune: “ci sono tante donne che si piangono addosso”, del resto non c’è nulla di male nel mostrare le proprie debolezze. “Io”, confessa, “non sono votata al sacrificio, l’or­goglio c’è per le cose importanti, ma l’aiuto non lo disprezzo, se c’è qualcuno che mi tende una mano io la prendo e lo dico, non lo nascondo”. 

Pages: 1 2 3

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti