A Borgo S. Nicola il Pastore celebra con i detenuti
2 marzo 2014/Anche a Lecce la Giornata del Carcerato su iniziativa della Comunità Speranza e dei Cappellani Carcerari.
Nella prima domenica di marzo, ormai da 18 anni, la Chiesa di Lecce, accogliendo l’iniziativa dell’associazione di volontariato carcerario Comunità Speranza e dei Cappellani della Casa Circondariale, celebra la “Giornata del Carcerato” come momento di preghiera e di sensibilizzazione sul problema delle Carceri in Italia. Il nostro Arcivescovo, sempre vicino ai detenuti, celebrerà la S. Messa nel carcere, per confermare che “Gesù è in cella con loro”, come ha detto Papa Francesco ai cappellani delle carceri italiane nell’udienza privata del 23 ottobre u.s. e per sottolineare il tema della Giornata “Dio non fa preferenze”.
Su questo pensiero siamo invitati tutti a riflettere non per cogliere una verità scontata ma per ripetere ancora una volta che proprio Gesù ha voluto identificarsi col carcerato, ritenendo fatto a Sé qualsiasi gesto rivolto a lui. È certo che il Signore guarda tutti con amore, soprattutto quando riconoscono il loro errore e chiedono perdono. E di questi casi ce ne sono diversi e noi cappellani siamo i testimoni privilegiati.
A ciascuno di noi fa sempre un certo effetto venire a conoscenza di efferatezze perpetrate nei confronti di altri uomini, ma solo Dio vede il cuore dell’uomo e coglie sempre quel barlume di luce lì dove noi uomini siamo pronti a soffocare tutto senza alcuna speranza di remissione.
“Dio non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva”, ci ripete il profeta Ezechiele, ed è a questa conversione che il Signore vuole farci puntare con tutta la forza per riuscire, pure noi, a pensarla come Lui. Papa Francesco ci ripete quanto ebbe a dire a noi cappellani il 23 ottobre: ricordatevi che “è facile punire i più deboli, ma i pesci grossi nuotano liberamente nelle acque. Nessuna cella è così isolata da escludere il Signore, nessuna; lui è lì, piange con loro, lavora con loro, spera con loro….”. S. Pietro, nel libro degli Atti (10, 34), fa proprio questa dichiarazione: Dio non fa preferenze di persone e vuole raccomandare pure a noi di avere uno sguardo benevolo verso coloro che possono avere maggiormente bisogno di misericordia.
















