A Cavallino… Protagonista il Collezionismo
Fino al 13 dicembre/130 dipinti nella mostra curata da Francesco Petrucci.
La Collezione Amata. Da Bassano a Longhi è il titolo della mostra in corso a Cavallino nel Palazzo Ducale dei Castromediano visitabile fino al 13 dicembre dal martedì alla domenica dalle 9,30 alle 12, 30 e dalle 16, 30 alle 20,00. È un appuntamento imperdibile con opere d’arte di altissima qualità che confermano l’efficacia della collaborazione tra il Comune di Cavallino, grazie alla lungimiranza del Sindaco Michele Lombardi e dell’Assessore Gaetano Gorgoni, e il Palazzo Chigi di Ariccia, guidato dal Conservatore Francesco Petrucci e il Principe Fulco Ruffo di Calabria. Dopo il successo delle precedenti esibizioni, nel 2012 Dipinti del Barocco Romano da Palazzo Chigi in Ariccia, nel 2013 Dipinti tra Rococò e neoclassicismo da Palazzo Chigi in Ariccia, e nel 2014 Ritratto e Figura. Dipinti da Rubens a Cades, la mostra di quest’anno ha come protagonista il collezionismo.
Non è certo una novità: sin dall’antichità i mecenati si erano interessati all’arte o per imitazione o per lustro o magnificamente per amore del Bello. L’appuntamento di Cavallino ha in se tutta la novità di una collezione ancora in fieri del chirurgo romano Pier Luigi Amata. La Collezione consta di 130 dipinti e per l’esibizione cavallinese sono stati selezionati 40 dipinti afferenti a molti generi pittorici. “La Collezione Amata è una ‘mostra nella mostra’ – ha spiegato l’architetto Francesco Petrucci, curatore della Mostra – perché propone differenti sezioni, quattro temi per l’esattezza: ritratto, storia, paesaggio e veduta e natura morta. Essa presenta inoltre un taglio trasversale: non è presente, infatti, una sola scuola pittorica ma diverse, da quella napoletana a quella fiorentina con dei picchi di valore molto elevati, un’idea diversa di mostra che presenta per la prima volta la collezione privata più importante d’Italia”.
La collezione è stata già esposta nel 2005 a Roma a Palazzo Venezia e presenta un nucleo molto interessante di dipinti realizzati tra il XVI e il XVIII sec. all’interno del quale numerose opere sono esposte al pubblico per la prima volta o totalmente inedite. Tutte le opere seguono il gusto del collezionista denotando una spiccata trasversalità nella selezione. La ritrattistica è rappresentata in maniera cospicua con dipinti di soggetto nobiliare e religioso, spesso realizzati su ramecon nomi di spicco quali Voet, Canziani e il Pomarancio. Nella pittura di figura segnalo la Maddalena di Giovanni Baglione e la Venere con colombe di grande bellezza eseguita da Giovanni Antonio Galli detto “Spadarino”, artista citato dall’archiatra pontificio Mancini come uno dei quattro seguaci diretti della “schola del Caravaggio”, assieme a Cecco del Caravaggio, Manfredi e Ribera.
Tra i nomi noti per la pittura di paesaggio, spicca un lavoro su rame di Claude Lorrain con soggetto mitologico ed Erminia fra i pastori di Pietro Testa, artista raro e talentuoso, noto soprattutto attraverso la sua produzione grafica. Un altro soggetto della Gerusalemme Liberata del Tasso, poema epico in gran voga nel primo Seicento, è illustrato da un inedito vertice giovanile del pittore emiliano Alessandro Tiarini, raffigurante Erminia disperata che crede Tancredi morto. Due importanti dipinti di soggetto sacro e profano di Alessandro Turchi detto l’Orbetto, il massimo pittore veronese del ‘600 attivo prevalentemente a Roma. La quarta sezione è dedicata alla natura morta dove confluiscono repertori desunti dalla tradizione italiana ed estera; annovero Tommaso Salini, contemporanei di Caravaggio, e Giuseppe Recco, napoletano.
Maria Agostinacchio



















