Pubblicato in: Ven, Giu 6th, 2014

A Lecce la Banca del Latte Materno in attesa di domicilio

Raffaele Longo/Un progetto dell’associazione “L’Abbraccio”, di cui è presidente l’ex primario di pediatria del “V. Fazzi”, potrà diventare presto realtà nell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale. 

Giuseppe Presta/“Si sta lavorando perché l’idea si realizzi soprattutto in termini di ristrutturazione di locali già esistenti. Sono previsti una serie di cambiamenti calibrati ai migliori standard”. 

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“Per motivi di spazio non ha potuto ancora essere avviata. La ristrutturazione e l’ampiamento sono in via di esecuzione e speriamo di sollecito completamento. La gestione del servizio potrebbe richiedere maggior sacrificio da parte del personale”.

“Il latte della madre è l’elemento per eccellenza”, così affermavano i precettori dell’ottocento, e questo conferma la mitologia prima e la storia poi. L’oro bianco oltre ad essere ricco di elementi nutritivi è carico di molteplici poteri e significati. L’atto della suzione ha denotato nel tempo il sentimento di generosità, e ha rappresentato la creazione di un durevole legame di familiarità. Succede, tuttavia, che alcune madri abbiano difficoltà a fornire una quantità di latte adeguata ai bisogni del proprio bambino, necessità primaria a cui, negli anni passati, sopperivano le così dette “madri di latte”, che donavano il loro bene ai neonati che ne avevano bisogno. Accade così che una pratica diffusa da sempre si adegua ai tempi e si istituzionalizza dando origine alle Banche del Latte Umano Donato (Blud), ossia dei punti di raccolta del latte donato da madri diverse e distribuito gratuitamente ai bambini che non sono nutriti dalla propria madre e che, a causa di particolari condizioni cliniche, presentano una ridotta tolleranza per altri tipi di alimenti.

Le banche del latte, correlate funzionalmente ai reparti pediatrici, raccolgono, trattano, conservano e distribuiscono, su indicazione medica, il latte delle donatrici. La prima banca del latte nasce a Firenze nel 1971. Attualmente in Italia ci sono 31 punti, di cui tre in Puglia: a San Giovanni Rotondo presso la Casa Sollievo della Sofferenza, nel Reparto di Patologia Neoneonatale degli Ospedali riuniti di Foggia e a Bari nel Presidio Ospedaliero di “Venere” presso la Divisione di Neonatologia. Anche il Vito Fazzi di Lecce si prepara a costituire una Banca del Latte, ce lo conferma il dott. Giuseppe Presta, primario di pediatria dell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale (Utin) del nosocomio salentino, “è un progetto importante, per il quale si sta lavorando soprattutto in termini di ristrutturazione dei locali già esistenti. L’idea della Banca del Latte porta con sé tutta una serie di cambiamenti, che devono essere calibrati in considerazione del dato esistente e degli elementi necessari a un’adeguata realizzazione della banca secondo i migliori standard. E, anche se sono Primario dell’Utin solo dal settembre dello scorso anno, mi sto impegnando insieme ai miei colleghi affinché quest’idea diventi una realtà anche a Lecce, e la quarta banca in Puglia”. Della Banca del Latte ci parla anche, in modo ampio e dettagliato, il dott. Raffaele Longo, Primario in pensione del reparto di Pediatria del Vito Fazzi e attualmente Presidente dell’Associazione “L’abbraccio” che fa capo all’Unit, e che si occupa del progetto. Il pediatra ci conferma innanzitutto che: “Non esistono dubbi sul fatto che il latte materno costituisca, in quanto specie-specifico, il miglior tipo di alimento, oltre che per il neonato a termine, anche per il pretermine ricoverati nelle Utin e, quando non sia disponibile fresco, perché alcune madri hanno difficoltà a fornire una quantità di latte adeguata al fabbisogno del piccolo, il latte materno raccolto da donatrici, rappresenta l’alternativa più valida”.

Foto Longo

Il dottore Longo amplia il discorso: “La medicina perinatale in questi ultimi decenni ha compiuto dei progressi tali che si è assistito ad un aumento considerevole dei nati vivi di peso molto basso o estremamente basso. Intorno a questi soggetti, che costituiscono una buona parte dei pazienti ricoverati nelle Utin, si sono sviluppati presidi assistenziali sempre più affinati che hanno determinato un aumento considerevole della loro sopravvivenza, con la conseguente apertura di nuovi problemi, fra i quali, particolarmente importante, quello di un’adeguata nutrizione; questa è considerata uno dei principali fattori che condizionano non solo lo stato di salute a breve termine, ma anche la prognosi auxologica e neurologica a distanza”. Successivamente il pediatra circostanzia il suo discorso: “fatte queste premesse, accenniamo alle possibilità pratiche di avviare e far funzionare, in maniera adeguata, una Blud nella Utin di Lecce, che per motivi di spazio, non ha potuto essere avviata nella sede attuale.

La ristrutturazione e l’ampliamento dell’unità operativa suddetta in via di esecuzione, e speriamo di sollecito completamento, dovrebbero consentire l’allestimento di una banca del latte materno che richiede una spesa iniziale relativamente contenuta, specie se l’attività può essere svolta con un’attrezzatura minima (pastorizzatrice, congelatore, frigorifero e tiralatte). La gestione del servizio, per contro, potrebbe richiedere maggior sacrificio, poiché l’organizzazione e le procedure necessarie per garantire la sicurezza e la qualità del latte richiedono un ulteriore impegno al personale che, in tali reparti, è sottoposto a carichi di lavoro spesso molto alti. Chiosa, infine con una nota d’impegno e speranza: “Tenendo conto tuttavia dei risvolti molto positivi nei riguardi dei piccolissimi pazienti, credo che valga la pena realizzare tale progetto”.

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