Pubblicato in: Gio, Giu 26th, 2014

Rettoria di San Luigi… Aperto il secondo polo dell’Emporio della Solidarietà

Pensato per i poveri del centro storico è gestito direttamente dalla Caritas…

Nuova

Nei locali della Chiesa di “San Luigi Gonzaga” in via Adua n. 2/A dal 16 giu­gno scorso è operativo il secondo Polo dell’Emporio della Solidarietà gestito direttamen­te dalla Caritas diocesana di Lecce con la collaborazione delle Caritas parrocchiali e delle Confraternite del Centro Storico. L’iniziativa è stata ben accolta dal nostro Arcivescovo, mons. D’Ambrosio che ha presieduto l’inaugurazione e dalle Istituzioni del Comune di Lecce. Mentre il Primo Polo continuerà a contrastare le cosid­dette nuove povertà (sfrattati, disoc­cupati, separati…) la nuova struttura vuole proporsi come un faro luminoso puntato esclusivamente sul Centro Storico dove sono presenti le pover­tà “croniche” o “vecchie povertà”. Dunque, la seconda sfida si presenta alquanto più ardua della prima, tanto più che l’obiettivo principale rimane unico per entrambi i Poli: restituire la giusta dignità alle persone in difficoltà ed aiutarle alla reintegrazione, ben lontani dal mero assistenzialismo.

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Rimane il fatto che solo in presenza di situazioni urgentissime e di estrema necessità le altre Caritas parrocchiali fuori dal centro storico dell’intera diocesi, per uno speciale aiuto e previa presentazione scritta da parte dei parroci o dei responsabili di ogni singola Caritas parrocchiale, potranno usufruire dell’Emporio. La struttura rimarrà aperta lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9,30 alle 11,30 e martedì e giovedì dalle 16,30 alle 18,30. Pronti all’accoglienza la Responsabile, Ro­salba Carriero e il referente informa­tico, Eugenio Moccia che si occupa del coordinamento dei dati dell’intero Emporio (primo e secondo polo). Ha dichiarato il dott. Moccia: “le risorse purtroppo sono poche e provengono per lo più da prodotti in scadenza dei supermercati o da donazioni volontarie. Così al fine di raziona­lizzare le risorse stiamo conducendo al momento un lavoro di raccolta ed elaborazione dati (reddito, parente­le…) sia del centro storico e sia delle persone che frequentano l’Emporio presso l’Emmanuel in modo tale che se ci sono famiglie che si rivolgono a più parrocchie, cerchiamo di indivi­duarle per indirizzarle verso un centro soltanto. Ad oggi, solo per il centro storico risultano presenti quasi 400 famiglie bisognose”. 

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