A Santa Maria degli Angeli/Il San Michele decollato torna a splendere
Tesori del ‘600/Restaurata la statua in pietra leccese raffigurante l’Arcangelo che calpesta il demonio.
Santa Maria degli Angeli – Lecce, Prospetto, dallo Strafforello
Da molti anni, su un altare secondario, giaceva un fascicolo con molte firme. Sul frontespizio un titolo eloquente: “Ridiamo l’ala all’Angelo”. Le firme dei fedeli e dei turisti di passaggio nell’antica Chiesa di Santa Maria degli Angeli (1524), detta San Francesco di Paola, sono state raccolte dal Parroco emerito mons. Giovanni Sammarco e ultimamente, anche dall’attuale Rettore mons. Angelo Renna, quale segno dimostrativo della volontà popolare che l’Angelo venisse restaurato.
San Michele decollato, simulacro seicentesco
Originariamente collocata sul fastigio della facciata monocuspidale della chiesa, la statua, alta due metri e mezzo, scolpita in pietra leccese, raffigura San Michele Arcangelo in quanto protettore dell’Ordine dei Padri Minimi. La scultura, così come riporta l’indimenticato Michele Paone nel suo prezioso volume Chiese di Lecce, fu realizzata nel 1620 in occasione dell’ampliamento dell’antica chiesa e potrebbe essere ricondotta alla mano del famoso architetto e scultore Gabriele Riccardi.
San Michele decollato, particolare, demonio sofferente
Nel 2000, in seguito ad un fulmine che ne minò la staticità, l’effige, rimossa e collocata in un angolo della chiesa, risultò alquanto ricoperta di scialbature nonché priva della testa e di un’ala. Quest’anno, col contributo della Provincia, l’opera d’arte, restaurata da Ianuaria Guarini e Gaetano Martignano, è stata ricollocata in chiesa alla destra di chi entra con una nuova ala ma sempre decollata.
San Michele decollato, particolare, piede che schiaccia il demonio
Parimenti, per effetto di un altro contributo del Ministero dell’Interno sono state ristrutturate e risanate dall’umidità le tre sale adiacenti, nello specifico due saloni e l’ufficio rettoriale. A mons. Renna si deve riconoscere l’impegno per la tutela e la salvaguardia di questo scrigno di capolavori d’arte. Tutto il sacro tempio, infatti, è un’opera di altissimo valore, una meraviglia architettonica del periodo rinascimentale e barocco, per non parlare della fulgida schiera di tele della Scuola Manieristica (Gianserio Strafella, Giovan Domenico Catalano, Antonio Verrio, etc.) che impreziosiscono l’edificio inserendolo a pieno titolo nelle bellezze di Lecce. Il lavoro di restauro conservativo si è protratto per un intero anno sotto la cura e la direzione dell’architetto Giuseppe Fiorillo.
Christian Tarantino



















