Pubblicato in: Gio, Nov 21st, 2013

A Santa Maria degli Angeli/Il San Michele decollato torna a splendere

Tesori del ‘600/Restaurata la statua in pietra leccese raffigurante l’Arcangelo che calpesta il demonio.

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Santa Maria degli Angeli – Lecce, Prospetto, dallo  Strafforello

Da molti anni, su un altare secondario, giaceva un fascicolo con molte firme. Sul frontespizio un titolo eloquente: “Ridiamo l’ala all’Angelo”. Le firme dei fedeli e dei turisti di passaggio nell’antica Chiesa di Santa Maria degli Angeli (1524), detta San Francesco di Paola, sono state raccolte dal Parroco emerito mons. Giovanni Sammarco e ulti­mamente, anche dall’attuale Rettore mons. Angelo Renna, quale segno dimostrativo della volontà popolare che l’Angelo venisse restaurato.

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San Michele decollato, simulacro seicentesco

Originariamente collocata sul fastigio della facciata monocuspidale della chiesa, la statua, alta due metri e mez­zo, scolpita in pietra leccese, raffigura San Michele Arcangelo in quanto protettore dell’Ordine dei Padri Mi­nimi. La scultura, così come riporta l’indimenticato Michele Paone nel suo prezioso volume Chiese di Lecce, fu realizzata nel 1620 in occasione dell’ampliamento dell’antica chiesa e potrebbe essere ricondotta alla mano del famoso architetto e scultore Ga­briele Riccardi.

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San Michele decollato, particolare, demonio sofferente

Nel 2000, in seguito ad un fulmine che ne minò la staticità, l’effige, rimossa e collocata in un angolo della chiesa, risultò alquanto ricoperta di scialbature nonché priva della testa e di un’ala. Quest’anno, col contributo della Provincia, l’opera d’arte, restaurata da Ianuaria Guarini e Gaetano Marti­gnano, è stata ricollocata in chiesa alla destra di chi entra con una nuova ala ma sempre decollata.

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San Michele decollato, particolare, piede che schiaccia il demonio

Parimenti, per effetto di un altro contributo del Mini­stero dell’Interno sono state ristruttu­rate e risanate dall’umidità le tre sale adiacenti, nello specifico due saloni e l’ufficio rettoriale. A mons. Renna si deve riconoscere l’impegno per la tutela e la salvaguardia di questo scri­gno di capolavori d’arte. Tutto il sacro tempio, infatti, è un’opera di altissimo valore, una meraviglia architettonica del periodo rinascimentale e barocco, per non parlare della fulgida schiera di tele della Scuola Manieristica (Gian­serio Strafella, Giovan Domenico Catalano, Antonio Verrio, etc.) che impreziosiscono l’edificio inserendolo a pieno titolo nelle bellezze di Lecce. Il lavoro di restauro conservativo si è protratto per un intero anno sotto la cura e la direzione dell’architetto Giuseppe Fiorillo.

Christian Tarantino

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