A un anno dalla morte… Un grande amore per la Chiesa di Lecce
Il 2 ottobre del 2012 ci lasciava Mons. Franco Mannarini. Il ricordo di un sacerdote speciale.
La ricchezza del Sacerdozio, vissuto nella sua pienezza da don Franco Mannarini, si è rivelata nel suo lungo, coerente e fedele servizio alla Chiesa locale nella molteplicità delle funzioni e degli incarichi a lui assegnati dai Pastori. Il momento più alto ed impegnativo è stato quello del Sinodo diocesano e della sua traduzione nel Progetto pastorale della “Nuova evangelizzazione”, articolato in due trienni, a cominciare dal 2001.
Un Progetto che, grazie a don Franco, si è configurato come comunitario sia nella fase della sua definizione, realizzata nei Consigli Presbiterale e Pastorale, sia nella sua realizzazione nelle diverse comunità parrocchiali, considerate e sollecitate ad essere “antenne sensibili” a cogliere le condizioni, i bisogni e le risorse del territorio.
Ho seguito passo per passo, come Segretario del Consiglio pastorale, l’elaborazione organica del Progetto sulla base delle articolate proposte di don Franco, frutto del suo studio e della sua costante attenzione a promuovere di fatto l’esperienza dello stile sinodale e far maturare la disponibilità e la capacità di camminare insieme.
Un cammino segnato da alcuni impegnativi passaggi: da una pastorale frammentata ad una pastorale organica; da una pastorale statica ed introversa, propria di una Chiesa ripiegata su se stessa, ad una pastorale dinamica ed estroversa, propria di una Chiesa aperta a coloro che sono fuori dal recinto; da una pastorale clericale, di cui i laici sono soltanto destinatari ed esecutori, ad una pastorale pienamente ecclesiale, in cui sia favorita la partecipazione dei laici, nel riconoscimento della loro ministerialità.
Un cammino nella comunione, vissuta spesso come faticosa e difficile, perché, considera don Franco, essa è come “uno spartito di cui non sappiamo riconoscere le note”, per cui le varie identità e i diversi carismi non riescono a produrre armonia. Una comunione, quindi, vissuta non come sogno e proposito, ma come tensione da tradurre nella quotidianità dei vissuti personali nella trama delle relazioni tra persone e nei rapporti tra gruppi.
Grande è stato anche il contributo di don Franco, come Assistente diocesano dell’Azione Cattolica, alla formazione e alla valorizzazione dei laici, in linea di continuità con don Ugo De Blasi che, nel 1975, lo ringrazia per avere accettato l’incarico, “sapendo a quali mani sacerdotali passa il mio grande amore: l’Azione Cattolica”.
Reno Sacquegna
















