Pubblicato in: Ven, Set 27th, 2013

A un anno dalla morte… Un grande amore per la Chiesa di Lecce

Il 2 ottobre del 2012 ci lasciava Mons. Franco Mannarini. Il ricordo di un sacerdote speciale.

La ricchezza del Sacerdozio, vissuto nella sua pienezza da don Franco Man­narini, si è rivelata nel suo lungo, coerente e fedele servizio alla Chiesa locale nella molteplicità delle funzioni e degli incarichi a lui assegnati dai Pastori. Il momento più alto ed impegnativo è stato quello del Sinodo diocesano e della sua traduzione nel Proget­to pastorale della “Nuova evangelizzazione”, articolato in due trienni, a cominciare dal 2001.

Un Progetto che, grazie a don Franco, si è configurato come comunitario sia nella fase della sua definizione, realiz­zata nei Consigli Presbiterale e Pastorale, sia nella sua realizzazione nelle diverse comunità parrocchiali, consi­derate e sollecitate ad essere “antenne sensibili” a cogliere le condizioni, i bisogni e le risorse del territorio.

Ho seguito passo per passo, come Segretario del Consi­glio pastorale, l’elaborazione organica del Progetto sulla base delle articolate proposte di don Franco, frutto del suo studio e della sua costante attenzione a promuovere di fatto l’esperienza dello stile sinodale e far maturare la disponibilità e la capacità di camminare insieme.

don mannarini

Un cammino segnato da alcuni impegnativi passaggi: da una pastorale frammentata ad una pastorale organica; da una pastorale statica ed introversa, propria di una Chiesa ripiegata su se stessa, ad una pastorale dinamica ed estroversa, propria di una Chiesa aperta a coloro che sono fuori dal recinto; da una pastorale clericale, di cui i laici sono soltanto destinatari ed esecutori, ad una pastorale pienamente ecclesiale, in cui sia favorita la partecipazione dei laici, nel riconoscimento della loro ministerialità.

Un cammino nella comu­nione, vissuta spesso come faticosa e difficile, perché, considera don Franco, essa è come “uno spartito di cui non sappiamo riconoscere le note”, per cui le varie identità e i diversi carismi non riesco­no a produrre armonia. Una comunione, quindi, vissuta non come sogno e proposito, ma come tensione da tradurre nella quotidianità dei vissuti personali nella trama delle relazioni tra persone e nei rapporti tra gruppi.

Grande è stato anche il con­tributo di don Franco, come Assistente diocesano dell’A­zione Cattolica, alla forma­zione e alla valorizzazione dei laici, in linea di continuità con don Ugo De Blasi che, nel 1975, lo ringrazia per avere accettato l’incarico, “sapendo a quali mani sacerdotali passa il mio grande amore: l’Azione Cattolica”.

Reno Sacquegna

Pages: 1 2

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti