ABOLIZIONE DELLE PROVINCE: GABELLONE NON CI STA
PRONTO UN DISEGNO DI LEGGE/TRE ARTICOLI PER CANCELLARLE DALLA COSTITUZIONE.
Il Governo Letta ha incassato nei giorni scorsi la doccia fredda della Consulta sull’abolizione delle Province e ha già rimodulato la sua strategia presentando un disegno di legge costituzionale ad hoc. Come prima mossa il Consiglio dei ministri si limiterà a cancellare le Province dalla Costituzione: tre articoli per eliminare qualsiasi riferimento contenuto nella Carta. In tutto Sono tredici i commi della Costituzione che verranno modificati. “Fin quando la parola Province rimane in Costituzione qualsiasi intervento finisce in un vicolo cieco – ha spiegato il premier Enrico Letta – è necessario fermarsi e ripartire da capo e l’ordine giusto vuol dire abolizione della parola Province dalla Costituzione”.
IL MINISTRO QUAGLIARIELLO/RISPARMI PER 1 MILIARDO DI EURO
“L’abolizione consente di uscire da un policentrismo anarchico”, ha fatto notare il ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello. Nessuna fusione, dunque, nessuna riduzione. Un risparmio che, stando ai conti del Tesoro, si aggira attorno al miliardo, euro più euro meno. Con un occhio ai 57mila dipendenti delle Province che scenderanno gradualmente di numero senza, tuttavia, che vi siano esuberi. Insomma, saranno i pensionamenti a sfoltire l’esercito dei dipendenti provinciali. “Il governo – ha assicurato il premier – intende salvaguardare i lavoratori delle province e le funzioni degli enti abrogati”. La riforma non si fermerà qui. Negli intenti rientrerebbero anche la razionalizzazione dei piccoli Comuni e lo sfoltimento dei circa 7mila enti di mezzo.
















