Pubblicato in: Sab, Ott 5th, 2013

Accardo, l’armonia del Barocco

Festival Salento Classica/Si è conclusa la prima edizione di una Rassegna dall’alto profilo culturale. 

Accardo

“Il problema – rileva Accardo – è alla radice, una mancanza di educazione musicale che fa credere che un certo tipo di musica sia inaccessibile. La musica “colta” è qualcosa di assolutamente naturale: chiunque si avvicini ne rimane improvvisamente impressionato”.

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Si è conclusa a Lecce la prima edi­zione del Festival Salento Classica, organizzato dalla Fondazione Ico, Provincia e Comune di Lecce con la dire­zione artistica di Ivan Fedele, che ha accordato l’eccellente professionalità dell’Orchestra “Tito Schipa” alla illustre pre­senza del maestro Salvatore Accardo, in doppia veste di solista e direttore d’orchestra.

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Gli appuntamenti hanno regi­strato il tutto esaurito con la partecipazione di un pubblico molto eterogeneo, a garanzia che i percorsi di qualità sono un incentivo irrinunciabile per una politica culturale efficace. Lo spessore dell’e­vento è stato confermato anche dalla presenza costante di neofiti dell’ascolto, in conformità con le parole che lo stesso Accardo ha riferito in merito alla fruizione della musica classica: “il problema è alla radice, una mancanza di educazione musicale che fa credere che un certo tipo di musica sia inaccessibile […] La musica “colta” è qualcosa di assolutamente naturale: chiunque si avvicini ne rimane improvvisamente impressionato”(n.d.r. dall’ intervista rilasciata a E. Mar­tucci su Il Nuovo Quotidia­no di Puglia, 15/9/2013). Il percorso musicale si è snodato su grammatiche sinfoniche acclamate incentrate sui protagonisti della stagione del “classicismo”, Mozart, Beethoven, con l’estensione del repertorio ad altri celebri maestri Mendelssohn-Bar­tholdy, Saint Saëns, Dvořák, Rossini, Schubert.

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Un cammeo significativo è stato dedicato al principe musici­sta seicentesco Gesualdo da Venosa, nel 400mo anniversario della morte, con una selezione dal Sesto Libro dei Madrigali e dalle Sacre Cantiones. I concerti sono stati eseguiti in due luoghi della città di eccezionale ritmica estetica: l’Atrio dei Teatini e il Cortile dei Celestini, ambiti deputati per vocazione alla meditazio­ne. La scelta è stata perfetta­mente consonante con quanto il maestro Accardo afferma, nella sua recente autobiografia Il Miracolo della Musica (che ha presentato a Lecce lo scor­so 21 giugno) a riguardo della musica: terapia dell’anima, incontro con se stessi e con gli altri, arricchimento interiore.

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In un vivido circolo euritmi­co, l’armonia architettonica e l’armonia musicale hanno co­operato in una perfetta sintesi, esaltando le qualità solistiche virtuosistiche, ma al contempo rigorose del maestro Accar­do, unitamente alla coralità talentuosa e colta dell’Orche­stra “Tito Schipa”. Un’ultima digressione è riservata alla serata dedicata al maestro Piero Milesi autore innova­tivo de Le voci della Terra, trasposizione sinfonica della tradizione salentina, completa­ta dall’esecuzione di due brani del maestro Ivan Fedele.

Maria Agostinacchio

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