Accoglienti e uniti, nel “Cortile dei Gentili”
Oggi, uniti, gli uomini di buona volontà, hanno il dovere di testimoniare la speranza nella storia dell’umanità; è questo il vero propulsore per superare i problemi odierni e non permettere che la crisi si allarghi a causa delle divisioni che fanno dilagare il pessimismo.
I valori alti di ogni cultura religiosa, laica o politica, esprimono sempre una forte tensione verso la tutela della salute morale e materiale di ogni persona e della collettività. Tutto ciò pone le basi affinché tutti gli uomini di buona volontà, sia pure nelle rispettive diversità religiose, culturali o politiche, intreccino rapporti di viva collaborazione e di fecondo confronto per superare divisioni, pregiudizi, conflitti, ogni forma di discriminazione, e lavorare insieme per il bene di tutti.
L’ascolto, il dialogo e la collaborazione, devono promuovere i valori comuni della giustizia, della pace e della libertà educando alla partecipazione per favorire il rigore, l’equità e la crescita che sono esigenze fondamentali ed ineludibili per la società di oggi. Unità in un’azione condivisa, convinta e forte fra ebrei, cristiani, musulmani, credenti e non credenti italiani, in un allargamento continuo del confronto nel cosiddetto “cortile dei gentili” per riaffermare gli alti valori etici e sociali impareggiabilmente espressi nella nostra Carta Costituzionale e nell’affermazione di un rinnovato umanesimo che condizioni chi aggira le leggi e la coscienza a cominciare a pagare, tutelando quanti hanno minori possibilità. Unità nell’attenzione ai sacrifici delle persone anziane con bassi redditi, alle famiglie numerose, agli stranieri, ai giovani che non trovano lavoro e ai lavoratori che lo perdono a causa dell’emorragia economica provocata dalla crisi. Unità nell’affermare con forza il primato dei diritti di ogni forma di povertà.
Le divisioni fanno acuire le inadeguatezze della politica e delle Istituzioni; nella costruttiva cooperazione delle forze culturali, civili e religiose di un Paese o di un territorio, si possono elaborare proposte valide per risolvere i problemi politici, economici e sociali.
Bisogna tessere instancabilmente relazioni d’ascolto, dialogo e collaborazione, offrendo e prendendo il meglio di ciascuno per un futuro dove regnino libertà, d emocrazia e giustizia.
Massimo Vergari
Direttore Ufficio Diocesano per l’Ecumenismo















