Accogliere e Integrarsi a Lecce
A colloquio con Klodiana Cuka, Presidente di Integra onlus, cittadina italiana di origine albanese.
“Integrazione è per me la capacità che un Paese sa esprimere nel realizzare le condizioni di attuazione della democrazia per tutti i cittadini, anche per gli ospiti”.
“Nelle scienze sociali, il termine integrazione indica l’insieme di processi sociali e culturali che rendono l’individuo membro di una società”. Una definizione di immediata disponibilità che con un semplice “clic” su Wikipedia diventa di propria acquisizione; un concetto, in realtà, meno disponibile e condiviso se rapportato a situazioni e fatti della nostra quotidianità.
Così diventa immediata e istintiva l’associazione del termine a fenomeni di disagio sociale sempre più diffusi, differenti per caratteristiche ed espressioni; come se la parola integrazione possa sottolineare più che un aspetto positivo ed evoluto del nostro modello associativo, la imperscrutabile criticità che dinamiche di apertura e condivisione possono introdurre nei nostri assetti sociali, resi ancor più fragili e precari da una crisi economica e di valori così generalizzata.
“Integrazione è per me la capacità che un Paese sa esprimere nel realizzare le condizioni di attuazione della democrazia per tutti i cittadini, anche per gli ospiti, condizioni che possano garantire a tutti, anche a chi giunge in Italia da un’altra terra, una vita dignitosa”. Esordisce così Klodiana Cuka, Presidente di Integra ONLUS, cittadina italiana di origine albanese, nata a Durazzo e residente in Italia dal 1992, nella città di Lecce, dove giunge con un contratto di lavoro come collaboratrice domestica (secondo quanto previsto all’epoca dalla Legge Martelli).
“Certo – continua Klodiana Cuka – il mio punto di osservazione dei fenomeni di integrazione è caratterizzato dal mio vissuto, da tutto quello che ha portato a definire il mio, un progetto di immigrazione realizzato con successo”.
Laurea in “Lingue e Letterature Straniere” (Russo e Albanese) presso la Facoltà di “Lingue e Letterature Straniere” dell’Università degli Studi di Lecce con 110 e lode, un Dottorato di Ricerca Internazionale in Studi di Linguistica e Filologia Albanese presso l’“Università della Calabria”, socia in AISSE – Associazione Italiana Studi Sud Est Europeo, varie collaborazioni professionali con le Università del Salento e di Bari in materie di politiche migratorie e impegnata anche su vari progetti nazionali sull’immigrazione e tavoli di lavoro presso il Ministero Pari Opportunità sulla tratta degli esseri umani, UNAR (Ufficio Nazionale antidiscriminazione razziale) CNEL – ONC (Consiglio Nazionale Economia e lavoro Organismo Nazionale Coordinamento politiche migratorie) sono gli elementi che caratterizzano il suo progetto di immigrazione realizzato con successo, posto al servizio della comunità alla guida di Integra ONLUS, associazione nata a Lecce nel 2003 con l’intento di creare e implementare una società multietnica e multiculturale che garantisca una reale integrazione tra i popoli: “unire senza fondere, distinguere senza dividere, rimanendo uniti nella diversità” il principio ispiratore di Integra.
“L’Integrazione, per un Paese, è sinonimo di concrete capacità di soluzione per i problemi dei cittadini quindi – precisa Klodiana Cuka – diventa fondamentale per il nostro sistema globalizzato, la capacità per una Nazione di dotarsi di una riforma di legge in materia di immigrazione.
Purtroppo l’Italia, in questo settore è piuttosto carente; anche la capacità di wellfare per i cittadini è integrazione, per gli italiani e per le generazioni che nascono in Italia e contribuiscono allo sviluppo del sistema paese; integrazione è garantire un sistema alloggiativo per tutti; è, per un Paese, soprattutto la capacità di garantire e sviluppare il proprio sistema economico e l’offerta di lavoro.
Purtroppo le congiunture internazionali delineano un quadro a tinte molto fosche che non vale solo per l’Italia ma per l’intera economia mondiale. Nonostante tutto l’Europa non può non ricercare e porre in essere le migliori condizioni di garanzia sociale per la tutela dei diritti e soprattutto della dignità dei cittadini presenti sul suo territorio”.

















