Pubblicato in: Sab, Feb 15th, 2014

Agesc Lecce/La famiglia debole genera sempre individualismi nuovi

Una delegazione leccese presente al Consiglio Nazionale di Rimini.

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L’Agesc di Lecce, con la Presi­dente M. Assunta Corsini e la Vice Presidente Pina Capozzi, ha partecipato al Consiglio Nazionale di Rimini dell’8 e 9 febbraio u.s. che ha avuto un relatore di eccellenza: il prof. Stefano Zamagni. L’Agesc è scuola permanente di formazione per genitori nell’ottica del primato della famiglia nelle scelte educative, come ha introdotto il Presidente Nazionale Roberto Gontero, e l’intervento del prof. Zamagni si è sviluppato proprio intorno all’impegno dei genitori cattolici, partendo dal tema dell’e­mergenza educativa causata da concomitanti eventi assolutamente inediti quali la crisi della famiglia, della scuola e della società di mercato.

La riforma del Diritto di Famiglia del 1975, sottovalutando alcune problema­tiche di fondo, ha definito la famiglia luogo di affetti per antonomasia, generando, così, l’equivoco che la famiglia possa resistere solo sino a quando ci sia la condizione dell’affetti­vità, con responsabilità di mero mantenimen­to dei figli ma non di precipua responsabilità educativa. L’individualismo libertario, poi, ha rappresentato il principio filosofico più devastante per l’auto-costruzione di un ‘io’, che esclude qualsiasi proposta educativa proveniente dalle agenzie educative come la scuola, ormai ridotta a luogo di esclusiva istru­zione. La crisi economica, non ultima causa, sembra la motivazione prevalente di mancati investimenti nella formazione scolastica, in particolare quella cattolica.

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Ma relativizzando e sminuendo il problema-scuola come luogo di formazione integrale della persona, si rischia la disumanizzazione della società. Il lavoro di civilizzazione interpella, quindi, in primis i cattolici, nella convinzione che, superando la “sindrome delle basse aspettati­ve”, si possa esercitare “il potere di influenza della cultura”. Trovare una strategia vincente è possibile: è sufficiente rivitalizzare le forme associative in alleanza, secondo un model­lo organizzativo di ripristino del genoma familiare di generatività, sessualità, dono e reciprocità.

Una famiglia debole e frammentata, infatti, alimenta l’ideologia dell’individualismo, sottraendo autorevolezza al ruolo educativo genitoriale. Un ‘tavolo scuola-educazione’ può allora esercitare un notevole potere di incisio­ne nella sfera giuridica e istituzionale, realiz­zando quella che Rosmini definiva “la più alta forma di carità”, la carità intellettuale, la cui prima espressione è stata proprio l’Annuncio!

Giuseppina Capozzi

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