Agesc Lecce/La famiglia debole genera sempre individualismi nuovi
Una delegazione leccese presente al Consiglio Nazionale di Rimini.
L’Agesc di Lecce, con la Presidente M. Assunta Corsini e la Vice Presidente Pina Capozzi, ha partecipato al Consiglio Nazionale di Rimini dell’8 e 9 febbraio u.s. che ha avuto un relatore di eccellenza: il prof. Stefano Zamagni. L’Agesc è scuola permanente di formazione per genitori nell’ottica del primato della famiglia nelle scelte educative, come ha introdotto il Presidente Nazionale Roberto Gontero, e l’intervento del prof. Zamagni si è sviluppato proprio intorno all’impegno dei genitori cattolici, partendo dal tema dell’emergenza educativa causata da concomitanti eventi assolutamente inediti quali la crisi della famiglia, della scuola e della società di mercato.
La riforma del Diritto di Famiglia del 1975, sottovalutando alcune problematiche di fondo, ha definito la famiglia luogo di affetti per antonomasia, generando, così, l’equivoco che la famiglia possa resistere solo sino a quando ci sia la condizione dell’affettività, con responsabilità di mero mantenimento dei figli ma non di precipua responsabilità educativa. L’individualismo libertario, poi, ha rappresentato il principio filosofico più devastante per l’auto-costruzione di un ‘io’, che esclude qualsiasi proposta educativa proveniente dalle agenzie educative come la scuola, ormai ridotta a luogo di esclusiva istruzione. La crisi economica, non ultima causa, sembra la motivazione prevalente di mancati investimenti nella formazione scolastica, in particolare quella cattolica.
Ma relativizzando e sminuendo il problema-scuola come luogo di formazione integrale della persona, si rischia la disumanizzazione della società. Il lavoro di civilizzazione interpella, quindi, in primis i cattolici, nella convinzione che, superando la “sindrome delle basse aspettative”, si possa esercitare “il potere di influenza della cultura”. Trovare una strategia vincente è possibile: è sufficiente rivitalizzare le forme associative in alleanza, secondo un modello organizzativo di ripristino del genoma familiare di generatività, sessualità, dono e reciprocità.
Una famiglia debole e frammentata, infatti, alimenta l’ideologia dell’individualismo, sottraendo autorevolezza al ruolo educativo genitoriale. Un ‘tavolo scuola-educazione’ può allora esercitare un notevole potere di incisione nella sfera giuridica e istituzionale, realizzando quella che Rosmini definiva “la più alta forma di carità”, la carità intellettuale, la cui prima espressione è stata proprio l’Annuncio!
Giuseppina Capozzi

















