Agesci/Il coraggio di essere Chiesa, la sfida scout per il nuovo millennio
La zona Lecce Adriatica al Convegno Nazionale.
“Ma voi chi dite che io sia?” (Lc 9,20). È questo il tema del Convegno nazionale dell’Associazione Agesci (Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani) che si è svolto nei giorni 15, 16 e 17 novembre cui hanno partecipato tutti i soci adulti e gli Assistenti ecclesiastici dell’Associazione. I componenti della delegazione salentina “Zona Lecce Adriatica” che hanno partecipato al convegno a Loreto sono stati: Antonio Tarantino e Loredana Imbriani (responsabili di Zona), Pasquale Marino (referente Agesci per l’Arcidiocesi di Lecce), ed altri responsabili delle varie zone di Lecce, San Cesario, Trepuzzi, Campi Salentina, Carmiano, Monteroni. Essi hanno riflettuto non solo su chi sia Cristo ma anche su cosa sia la Chiesa oggi e in se stessa attraverso una rilettura del Concilio Vaticano II e della Parola di Dio. Dal Diario del Convegno realizzato dalla Zona Lecce Adriatica, si evince, infatti, che dai gruppi di lavoro è uscito forte il richiamo a essere Chiesa, a far si che l’associazione non sia referenziale a se stessa, ma si apra con coraggio a essere Chiesa per educare alla fede.
Il 15 novembre, momento importante caratterizzato dalla Veglia al termine della quale ognuno dei Capi Scout ha riposto, su una riproduzione cartacea della Santa Casa di Loreto, il personale sasso portato da casa con scritto il proprio nome e un servizio al quale, ciascun capo, ha risposto “Sì” seguendo l’esempio di Maria. La S. Messa sul sagrato della Basilica di Loreto, il 16 novembre, ha rappresentato uno dei momenti più espressivi dei tre giorni di convegno. Durante i lavori del Convegno “Fede” ne è uscita l’idea che l’Associazione non debba mettere la fede nel cassetto ma sul comodino, che l’associazione dovrebbe coltivare ciò che le viene meglio e che lo spirito di ricerca che la anima le farà trovare il modo per conoscere meglio la Sacra Scrittura, fermo restando che la Bibbia è una possibilità, non un obbligo e che l’apertura interreligiosa è indispensabile. Infine, la route nazionale può essere un’occasione per indicare la strada agli scouts salentini. Il 17 novembre, la consegna del mandato missionario a tutti i capi presenti e per loro tramite a ogni comunità capi, ha costituito una tappa importante dell’associazione, che ha dato avvio a una nuova primavera dello Spirito sulle orme del Vangelo e del Concilio Vaticano II. D’ora in avanti si tratterà di tradurre nella propria realtà associativa e nel quotidiano quella vivacità proveniente dal Vangelo e dalle riflessioni respirata in questi tre giorni indimenticabili.
Simone Stifani
















