Agesilao Flora da Latiano…
Poliedrico e originale, fondò a Gallipoli la Scuola d’Arte Applicata.
Agesilao Flora nacque a Latiano il 29 luglio 1863 da Vito Nicola e Maria Domenica Manni. Proveniente da una nota famiglia di artisti, Agesilao vantava anche una stretta parentela con l’alcantarino Padre Antonio da Chiaia, al secolo Abramo Flora. Il giovane artista salentino apprese, probabilmente, i rudimenti dell’arte dal padre Vito, anch’egli pittore, scultore e orafo.
Tramonto sul seno di ponente, 1939 ca., Brindisi, coll. privata
All’età di diciassette anni Flora si trasferì a Roma, dove trovò lavoro come decoratore presso lo studio del celebre architetto Gaetano Kock (1849-1910) ed ebbe modo anche di conoscere il leccese Eugenio Maccagnani (1852-1930), in quegli anni attivo a Roma. In questo studio il Flora si formò sotto la guida di Gerolamo Savorelli, collaborando ai cantieri decorativi di Piazza Esedra e del Vittoriano, il Monumento a Vittorio Emanuele. Agesilao fu prossimo all’ambito di Giuseppe Sacconi (1854-1905), massimo interprete della cultura umbertina, e Domenico Bruschi (1840-1910), col quale collaborò alle pitture nel teatro Argentina, realizzando un Fregio di Fiori in alcuni ambienti del teatro (1887).
Estasi di Sant’Antonio, 1898, Mesagne-Ch. S. Antonio
Il giovane artista salentino inoltre collaborò anche con Cesare Maccari (1840-1919) nelle decorazioni della “Sala Gialla” di Palazzo Madama (1881-1888). Agesilao Flora frequentò il Museo Artistico Industriale romano e gli atelier artistici di Ludovico Cremonini (1815-1914), del decoratore Giovanni Capranesi (1852-1921), dell’architetto Raffaele Ojetti (1845-1924). Flora fu presente nei circoli politici socialisti, ispirandosi al pensiero di Giovanni Bovio (1837-1903), e si iscrisse alla massoneria, stringendo amicizia fra altri con la figura del Gran Maestro Ernesto Nathan (1845-1921), in seguito divenuto sindaco di Roma. Insieme al Bruschi decorò a Londra il Palazzo della Regina Vittoria.
L’Estate, 1925, Tempera, Latiano-Palazzo D’Ippolito
Rientrato a Roma, Agesilao fu coinvolto nelle agitazioni romane del 1° maggio 1891 a Piazza Santa Croce, represse nel sangue, motivo per il quale, suo malgrado, sarebbe stato allontanato dalla capitale. Flora rientrò a Lecce nel 1891 carico dell’esperienza romana che gli fece maturare il gusto per la pittura di decorazione che lo renderà presto celebre tra i suoi conterranei e che diede impulso e prestigio alla sua attività di decorazione di palazzi pubblici e privati e di chiese. Tappe principali in questo campo furono gli interventi nella Palazzina di L. Capozza a Casarano (1891), nei Palazzi Coppola (Allegoria dell’Economia finanziaria) e Carrozzini (Il trionfo di Flora, 1898), a Lecce, nelle residenze Fedele (1906) e Spinola (1907) a Gallipoli, nell’aula consiliare del Municipio di Taranto e in quella di Galatina, nell’Hotel Risorgimento di Lecce.
Sacra Famiglia, Cartapesta, Oria-Proprietà privata
Notevole è il lavoro realizzato nella cappella delle Anime nella chiesa di Sant’Irene a Lecce e l’autografo lavoro raffigurante l’Apparizione del Risorto agli Apostoli, che Flora realizzò nel 1905 al centro della volta della cappella privata del Vescovo nell’Episcopio. Agesilao s’interessò anche della statuaria di cartapesta dopo il rientro a Lecce, dove frequentò l’ambiente degli statuari e la bottega del De Lucrezi. Agesilao fu legato da una grande amicizia con Luigi Guacci (1871-1934) che iniziò fin dal soggiorno romano dei due artisti salentini. Questo rapporto di amicizia si intensificò nel 1898, quando il Guacci, dopo aver fondato l’Istituto d’arti plastiche a Lecce, invitò il Flora a collaborare con lui in questa esperienza. In questo stesso periodo Flora era impegnato nella realizzazione di una decorazione proprio sul soffitto di casa Guacci, come riferì un articolo di cronaca del tempo pubblicato nel 1898 sul “Corriere Meridionale”.
Sala Gialla-Roma, Palazzo Madama
L’artista salentino fondò nel 1910 a Gallipoli la Scuola d’Arte Applicata all’Industria, affidandone l’insegnamento del disegno a Giulio Pagliano (1882-1932) e l’intaglio in legno ad Ambrogio Tognon, ebanista di Cantù. La scuola divenne comunale nel 1913 e lo stesso Flora ne assunse la direzione. Flora ebbe modo anche di esprimersi con la pittura da cavalletto, ne sono prova le opere apparse in numerose esposizioni che si tennero nel Salento tra il 1920 e il 1924. L’impegno profuso nell’attività artistica non impedì ad Agesilao Flora di impegnarsi politicamente; egli, infatti, fu tra i fondatori del Partito Socialista in Puglia e intrecciò relazioni con le personalità politiche di spicco della Puglia, prima e dopo il Fascismo. La rinuncia alla tessera del Partito nazionale Fascista lo costrinse a rinunciare alla direzione della scuola da lui fondata. Nel 1949 Agesilao Flora decise di aderire alla Massoneria salentina e per questo motivo, secondo Mario De Marco, ricevette l’iniziazione massonica dalla Loggia Liberi e Coscienti 2 e raggiunse il grado di Maestro. Agesilao Flora morì a Lecce l’11 dicembre 1952.
Giuseppe Mancarella





















