Agricoltura e Sviluppo/La Facoltà d’Agraria, un fiore all’occhiello per il territorio
È intenso e vivace il dibattito sulla richiesta di aprire la Facoltà di Agraria a Lecce. Sarebbe un ulteriore tassello di un ateneo voluto con ferma volontà e tanti sacrifici dal territorio salentino. Costituirebbe, secondo i promotori, un altro sostegno a qualificare sempre più la produzione locale. Assolutamente straordinaria per le sue coltivazioni, antichissime ed ormai apprezzate in tutto il mondo. Partecipando al Vinitaly, ad esempio, ci si può rendere conto dell’importanza di una coltivazione qual è il vigneto nella regione e nel Salento in particolare. Osservare padiglioni di grandissime dimensioni con le cantine e varie realtà tipiche di ogni regione, ha inorgoglito sicuramente tutti i salentini e pugliesi, dato che, il settore dedicato alla Puglia era uno di quelli che mostrava dimensioni maggiori.
Facendo riflettere su quanto il nostro territorio sia particolarmente destinato alla produzione di vino e vedere tanti esperti e degustatori di vario genere far ressa nei diversi stand per approfondire e conoscere ulteriormente i nostri prodotti, che hanno sicuramente evidenziato l’ottima qualità prodotta dalle cantine e aziende. Particolarmente significativo è il fatto che molti premi sono stati assegnati a cantine salentine. In un momento in cui proprio in questi giorni si stanno svellendo centinaia di alberi di ulivo attaccato dalla Xilella fastidiosa, Agraria a Lecce potrebbe poi offrire ulteriore sostegno scientifico agli esperti. Sono tante le difficoltà nel proteggere con norme e qualità la coltivazione del pomodoro, agrumi e uva da tavola, nell’ottimizzare la produzione di tante altri frutti e la commercializzazione dell’olio, nel migliorare concimi e produzione del grano…
Intanto, il mondo dell’agricoltura, fortemente in crescita, sta regalando tante soddisfazioni alla nostra terra e discutendo con gente che lavora in questo settore. E si può notare come ci sia sempre la voglia di crescere e migliorarsi sempre più tanto da arrivare a guardare regioni che fino a pochi anni fa erano molto più avanti di noi, con rispetto ma con la consapevolezza che, continuando a lavorare seriamente e con la professionalità che negli ultimi anni abbiamo avuto, questa distanza si può ridurre e colmare.
Alessandro Martena

















