Pubblicato in: Sab, Ott 19th, 2013

Aiuti comunitari in soccorso dei giovani

A colloquio con Rosario Centonze, nuovo Presidente dell’Ordine degli Agronomi della Provincia di Lecce. 

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Le Prospettive/“I giovani stanno riscoprendo la terra, ma tornano in campagna con la testa, non solo con le braccia. Dietro il loro interesse per l’agricoltura c’è infatti la rivalutazione del territorio, ma anche la voglia di innovare, eliminando quelli che da sempre sono freni allo sviluppo del settore”. 

Con la votazione svolta poche set­timane fa, si è co­stituito il nuovo organigramma ri­guardo all’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali. Il dott. Rosario Centonze, molto noto tra gli esperti del settore sia per le sue spiccate competenze nel­la tutela del suolo al servizio di un’agricoltura sostenibile sia per aver già svolto in preceden­za con apprezzati risultati altri ruoli nell’Ordine, è stato eletto presidente.

Dott. Centonze, agricoltura. . . in un momento di affan­no economico e occupa­zionale su scala nazionale e riguardante soprattutto la grande industria, questo macrosettore può essere definito in qualche modo un’oasi felice?

No! Oasi felice non direi proprio. Però la crisi che ha travolto il mercato del lavoro in Italia e nel resto dell’Euro­zona, ha interessato meno il settore agricolo, basti pensare che, l’occupazione giovanile, da un’indagine della Coldiretti cresce solo in agricoltura fa­cendo segnare un aumento re­cord del 9% nel primo trimestre del 2013, nelle assunzioni di la­voratori al di sotto dei 35 anni. L’agricoltura è l’unico settore che dimostra segni di vitalità economica con una variazione tendenziale positiva del Pil e un aumento degli occupati di­ pendenti complessivi, in netta controtendenza rispetto agli al­tri comparti nel primo trimestre dell’anno.

Qual è lo stato attuale nel contesto regionale?

Per dare un idea tangibile di quanto l’agricoltura sia im­portante in questo territorio, ricorderò alcuni dati elaborati dall’Istat nell’ultimo censimen­to dell’Agricoltura. Le aziende agricole nel territorio pugliese si attestano su un valore di poco superiore alle 272.000 unità, in leggero aumento (1%) rispetto a dieci anni prima. Di contro la Superficie Agricola Utilizzata (Sau) registra un decremento ed oggi è di circa 1.285.000 ettari, il 21,2% della Sau di tutto il Sud.

E nel Salento?

In base ai dati del Cen­simento dell’agricoltura, il settore agricolo nella “Terra d’Otranto” appare caratte­rizzato da un elevato grado di frammentazione aziendale, os­sia dalla presenza di numerose imprese di piccole dimensio­ni. Le aziende della provincia sono, infatti, oltre 71.060 per una superficie totale (Sat) di 173.783 ettari, il 93% dei qua­li utilizzati (161.131 ettari). Le produzioni agricole sono in­centrate prevalentemente sulle colture permanenti, tra di esse la specie nettamente dominante è l’olivo. Infatti l’olivicoltura, con oltre 10 mila aziende che lavorano e coltivano quasi 90 mila ettari di territorio, rappre­senta di gran lunga la coltiva­zione più importante, e occupa circa il 61% della Sau dell’in­tero territorio”, molto di più ri­spetto al dato regionale (36%).

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Fare agricoltura nel Salento: quali sono gli attuali pun­ti chiave su cui un giovane aspirante imprenditore agri­colo deve convogliare tutte le forze?

L’agricoltura svolge ormai da diversi anni un ruolo che non è più identificabile solo nel­la sua funzione di produzione di beni di prima necessità, ma che è legato allo svolgimento di altre funzioni (ambientali, paesaggistiche, ricreative, cul­turali…). Gli addetti ai lavori parlano di “multifunzionalità” intendendo, l’insieme di contri­ buti che il settore agricolo può apportare al benessere sociale ed economico della collettività e che quest’ultima riconosce come propri dell’agricoltura. Quindi l’imprenditore agricolo moderno deve riuscire a guar­dare in modo multifunzionale alle sua azienda e non solo alla sua funzione base di produzione di beni primari.

Per quanto concerne le pro­duzioni Made in Salento, su quali di esse ci possiamo definire leader e su quali potenzialmente possiamo diventarlo?

I nostri prodotti principe sono ancora vino e olio. Le potenzialità ancora inespresse sono la coltivazione di frutti cosiddetti minori, come il me­lograno, il fico d’india, che potrebbero aprire nuove pro­spettive di mercato concrete e redditizie.

In un periodo troppo spes­so definito oscuro per la nascita di nuove imprese, per i giovani, quali pos­sono essere gli input da trasmettere per introdurli all’insediamento nel mondo dell’imprenditoria agricola?

I giovani stanno risco­prendo la terra, ma tornano in campagna con la testa, non solo con le braccia. Dietro il loro interesse per l’agricoltura c’è infatti la rivalutazione del territorio, ma anche la voglia di innovare, eliminando quelli che da sempre sono freni allo sviluppo del settore: frammen­tazione delle proprietà, con prevalenza di colture e attività a bassa redditività. I risultati dell’ultima indagine Istat par­lano chiaro: dal 2005 ad oggi le aziende agricole sono dimi­nuite del 2,8%, ma le superfici risultano stabili. A chiudere i battenti sono prevalentemente le imprese di piccole dimensio­ni guidate da imprenditori ul­trasessantenni, mentre sono in aumento quelle che possiedono una superficie agricola di oltre 30 ettari, nate dallo smembra­mento o dalla fusione di vecchie proprietà.

Per i giovani che intendono convogliare tutte le forze e affidarsi alla nuova agricol­tura di domani, quali sono gli strumenti pubblici attual­mente disponibili per l’ av­vio di un’ impresa agricola?

Il ricambio generaziona­le in questo settore procede a rilento per una concomitan­za di cause politiche, sociali, culturali ed economiche. Uno strumento molto importante è il Programma di Sviluppo Rurale della Regione Puglia 2007-2013 che ha risposto alle esigenze di rinnovamento ge­nerazionale e strutturale del­le aziende agricole pugliesi, favorendo grazie ad incentivi economici, l’ingresso di circa 2000 giovani in agricoltura. At­tualmente questo programma di aiuti volge al termine, ma la Re­gione Puglia sta lavorando al nuovo strumento di program­mazione che vedrà riservata ai giovani un’importante fetta di aiuti comunitari. 

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