Pubblicato in: Ven, Giu 27th, 2014

“Aiutiamo Papa Francesco a servire i poveri”

Nel 2013 abbiamo cono­sciuto, sempre di più, Papa Francesco e la sua atten­zione verso le “periferie”, i poveri, gli ultimi. Tante le forme: dalle schede tele­foniche agli immigrati, agli assegni dati a chi è in diffi­coltà… L’Obolo serve anche per questo?

L’attenzione del Papa ver­so i più bisognosi ha una lunghissima tradizione, che Papa Francesco ha voluto continuare, rafforzare e alla quale ha dato, direi, un tocco di personale vicinanza verso chi soffre. Le donazioni arri­ vano al Papa in molti modi, non solamente con la raccol­ta dell’Obolo. Il Papa le può poi destinare sia a singole Chiese locali, sia attraverso organismi quali Cor Unum o altri enti della Santa Sede che sostengono progetti di so­stegno e sviluppo, sia, talora, anche direttamente a chi è nel bisogno. In questa opera di carità entra anche l’Elemo­siniere pontificio, una figura tradizionale, alla quale Papa Francesco ha voluto dare un ruolo dinamico e quasi di “pronto intervento” rispetto a numerosi casi di persone in difficoltà.

Qual è il suo auspicio e il suo appello per la raccolta del 2014?

L’auspicio è che possa essere un’occasione di vicinanza a Papa Francesco da parte di tutti i fedeli, e che l’offerta vada unita alla preghiera per lui. È questa una carità che il Santo Padre non si stanca di chiedere a tutti coloro che in­contra: nessuno è così povero da non potergliela donare.

LA TRADIZIONE/UNA PRATICA MOLTO ANTICA CHE ARRIVA FINO AD OGGI 

Una pratica molto antica che arriva fino ad oggi. Nasce con lo stesso cristianesimo la pratica di soste­nere materialmente coloro che hanno la missione di annunciare il Vangelo, perché possano impegnarsi interamente nel loro ministero, prendendosi anche cura dei più bisognosi (cfr. Atti degli Apostoli 4,34; 11,29). Alla fine del secolo VIII, gli anglosassoni, dopo la loro conversione, si sentirono tanto legati al Vescovo di Roma, che decisero di inviare in maniera stabile un contributo annuale al Santo Padre.

francesco

Così nacque il “De­narius Sancti Petri” (Elemosina a San Pietro), che ben presto si diffuse nei Paesi europei. Questa, come altre pratiche analoghe, passò attraverso molte e diverse vicissitudini nel corso dei secoli, fino a quando fu benedetta dal Papa Pio IX, con l’Enciclica Saepe venerabilis del 5 agosto 1871. Attualmente, questa colletta ha luogo in tutto il mondo cattolico, per lo più il 29 giugno o la domenica più vici­na alla Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.

Pagine a cura di Vincenzo Corrado

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