Viaggio nella Crisi/Al capezzale dell’Economia Salentina
ALFREDO PRETE/PREVISIONI 2013: SI RIDUCE ANCORA IL GIRO D’AFFARI
SISTEMA IMPRESE IN PROGNOSI RISERVATA
“Costruzioni e commercio sono i settori più pessimisti”.
È una situazione economica ancora in prognosi riservata, ricca di pessimismo e briglie tirate, quella che emerge dalle parole del Presidente della Camera di Commercio di Lecce, Alfredo Prete, che ha analizzato gli ultimi, precisi dati statistici elaborati dal Servizio Statistica e Studi della Camera, presentati in occasione dell’11a Giornata dell’Economia, il 19 giugno scorso, agli organi di stampa locali.
Dott. Prete, come si delinea il ritratto dell’imprenditoria salentina, sulla base degli ultimi dati statistici?
Il tessuto imprenditoriale della provincia di Lecce è costituito principalmente da piccole imprese. Complessivamente risulta composto da circa 73 mila imprese registrate. Di queste oltre 64 mila sono attive. La composizione dello stock di imprese locali, suddivise per settore, è la seguente: commercio, costruzioni, agricoltura e manifatturiero. Parliamo dei comparti principali: il restante 25% si spacchetta in percentuali più esigue. Sono nella maggior parte dei casi aziende attive nei settori tradizionali dell’economia.
Su quali fronti si è mossa la Camera di Commercio per contenere i danni della crisi?
L’Ente camerale salentino ha cercato, nei limiti delle sue capacità economiche, di fare qualcosa di concreto e positivo per lo sviluppo del territorio. Attraverso un costante ascolto delle esigenze del tessuto imprenditoriale locale, ha predisposto una serie di azioni per supportare le 80mila imprese salentine. In ogni direzione: accesso al credito, lavoro, aggregazione tra imprese, internazionalizzazione, snellimento delle procedure burocratiche, digitalizzazione e innovazione. L’ultimo intervento in ordine cronologico riguarda l’apertura ai mercati esteri. L’avvio delle attività dello “Sportello per l’internazionalizzazione”, con un investimento di risorse umane ed economiche nel progetto, conferma l’attenzione della Camera di Commercio di Lecce alle esigenze del territorio.
Quali sono le punte più evidenti dell’iceberg costituito dal mercato del lavoro?
Sono sicuramente anelli delicati la disoccupazione e la cassa integrazione. In provincia di Lecce si registra nel medio termine (tra il 2008 e il 2012) una contrazione del numero di occupati (-2,7%) e un aumento dei disoccupati (+23,5%), seguendo una dinamica in atto sull’intero territorio nazionale. La Cassa Integrazione registra nel corso dell’ultimo quadriennio una forte crescita, legata principalmente agli effetti della crisi e in parte all’estensione di questa forma di tutela del reddito a “nuove” categorie di lavoratori (la cassa in deroga). In provincia di Lecce si sono registrate vere e proprie impennate nel 2009 (+102,8%) e nel 2010 (+296%), nel 2011 si è registrata una flessione (-72,6%), nel 2012 un nuovo rialzo (+90,1%.).
Siamo in grado di prevedere le prospettive future del Tacco d’Italia?
Un’indagine condotta su un campione di 200 imprese evidenzia la larga diffusione di pessimismo e sfiducia per le prospettive offerte dall’anno in corso: tre quarti delle imprese prevede per il nuovo anno un’ulteriore riduzione del giro d’affari. Solo un’impresa su quattro sembra invece “reggere”. Quasi assenti le aziende che prevedono una crescita del fatturato (appena l’1,5%). Costruzioni e commercio sono i settori più pessimisti. Una situazione complessivamente meno difficile sembra interessare le imprese dei servizi. Le previsioni risultano, inoltre, di maggiore difficoltà per le società di persone e, in termini dimensionali, per le imprese più piccole e quelle più grandi.
















