Pubblicato in: Ven, Giu 29th, 2012

Al figlio ed alla moglie di Manuele racconteremo…

Un bimbo di soli 8 mesi cresce­rà senza il Papà. Una donna giovane, con gli altri familiari, piangerà amaramente il tren­tenne marito Manuele, carabi­niere immolato a Adraskan nel costruire stabilità e sicurezza per le popolazioni afgane.

E noi, con il cordoglio, vivissi­mo, sincero, assolutamente non forma­le, dobbiamo raccogliere, al di là delle riflessioni e delle scelte politiche, l’eredità del suo generoso olocausto e trasmettere la gratitudine del Paese e il significato di quel sangue versato innanzi tutto a quell’orfano, che non ricorderà mai il ba­cio, la carezza e la protezione del padre, ed a quella vedova, da poco tempo sposa innamorata e felice. E rendere più signifi­cativo per tutti il valore del bene comune. Concetto basilare in una società che sta vivendo uno dei passaggi più delicati e difficili della sua recente storia. Ideale in cui si possono incontrare, nell’attuale so­cietà per certi aspetti frammentata, le di­verse esperienze di pluralità. Fine di una serie di tentativi di riforme che esigono accurate riflessioni, impegnativi confronti e viva partecipazione.

 Orizzonte culturale di un collettivo coinvolgimento per la co­struzione di un futuro fondato su comuni opzioni di fondo. In quanto giornalisti, siamo consapevoli non solo di svolgere un’attività d’informazione, ma di essere impegnati a vivere un percorso di ricerca, di servizio, di coinvolgimento esistenziale nei confronti della Verità: accolta, valuta­ta, proposta. Perchéla Veritàcoinvolge la razionalità e nello stesso tempo il con­creto vissuto di ciascuno. Come cattolici, senza sottacere le tante considerazioni sull’incidenza della secolarizzazione e sul­le modalità di presenza dei battezzati nei diversi ambiti della vita pubblica, rilevia­mo che nell’attuale fase di rinnovamento della cultura sta emergendo sempre più la domanda di una presenza più viva e in­tensa dei cristiani. Da cittadini, costatata la diffusione dell’esasperato impegno per l’autoaffermazione, l’esclusivo consegui­mento del soddisfacimento materiale e l’illusorio fascino dell’esteriorità per cui valgono soprattutto esibizione ed emozio­ne, vogliamo trovare i riferimenti essen­ziali ed universali nell’esperienza umana.

Evidenziando le opzioni che migliorano la situazione del singolo e dei popoli con la rivalorizzazione comunitaria del legame che unisce tutti nel rispetto della persona e quindi della famiglia e della società. Cioè con la promozione della dignità di ciascuno, della libertà di tutti e della di­mensione creaturale dell’uomo, che non è e non può essere considerato un Assoluto. Al figlio e alla moglie di Manuele, raccon­teremo, piangendo con loro, la rivelazione dell’Amore: liberante da ogni degradante asservimento, forza irrefrenabile di un mondo migliore.

    Adolfo Putignano 

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