Al figlio ed alla moglie di Manuele racconteremo…
Un bimbo di soli 8 mesi crescerà senza il Papà. Una donna giovane, con gli altri familiari, piangerà amaramente il trentenne marito Manuele, carabiniere immolato a Adraskan nel costruire stabilità e sicurezza per le popolazioni afgane.
E noi, con il cordoglio, vivissimo, sincero, assolutamente non formale, dobbiamo raccogliere, al di là delle riflessioni e delle scelte politiche, l’eredità del suo generoso olocausto e trasmettere la gratitudine del Paese e il significato di quel sangue versato innanzi tutto a quell’orfano, che non ricorderà mai il bacio, la carezza e la protezione del padre, ed a quella vedova, da poco tempo sposa innamorata e felice. E rendere più significativo per tutti il valore del bene comune. Concetto basilare in una società che sta vivendo uno dei passaggi più delicati e difficili della sua recente storia. Ideale in cui si possono incontrare, nell’attuale società per certi aspetti frammentata, le diverse esperienze di pluralità. Fine di una serie di tentativi di riforme che esigono accurate riflessioni, impegnativi confronti e viva partecipazione.
Orizzonte culturale di un collettivo coinvolgimento per la costruzione di un futuro fondato su comuni opzioni di fondo. In quanto giornalisti, siamo consapevoli non solo di svolgere un’attività d’informazione, ma di essere impegnati a vivere un percorso di ricerca, di servizio, di coinvolgimento esistenziale nei confronti della Verità: accolta, valutata, proposta. Perchéla Veritàcoinvolge la razionalità e nello stesso tempo il concreto vissuto di ciascuno. Come cattolici, senza sottacere le tante considerazioni sull’incidenza della secolarizzazione e sulle modalità di presenza dei battezzati nei diversi ambiti della vita pubblica, rileviamo che nell’attuale fase di rinnovamento della cultura sta emergendo sempre più la domanda di una presenza più viva e intensa dei cristiani. Da cittadini, costatata la diffusione dell’esasperato impegno per l’autoaffermazione, l’esclusivo conseguimento del soddisfacimento materiale e l’illusorio fascino dell’esteriorità per cui valgono soprattutto esibizione ed emozione, vogliamo trovare i riferimenti essenziali ed universali nell’esperienza umana.
Evidenziando le opzioni che migliorano la situazione del singolo e dei popoli con la rivalorizzazione comunitaria del legame che unisce tutti nel rispetto della persona e quindi della famiglia e della società. Cioè con la promozione della dignità di ciascuno, della libertà di tutti e della dimensione creaturale dell’uomo, che non è e non può essere considerato un Assoluto. Al figlio e alla moglie di Manuele, racconteremo, piangendo con loro, la rivelazione dell’Amore: liberante da ogni degradante asservimento, forza irrefrenabile di un mondo migliore.
Adolfo Putignano















