Aldo Moro: Beato?/Modello per i politici e per i laici cristiani
Dall’Epistolario emerge un uomo fuori dal comune: ricco di umanità e di fede. Innamorato della sua famiglia.
Simbolo indiscusso per la sua fede e per la sua fedeltà al Papa e alla Chiesa.
Periodo ricco di riconoscimenti ecclesiali per il Salento. Se in aprile abbiamo avuto la notizia ufficiale del processo di beatificazione di don Tonino Bello, domenica 12 maggio Papa Francesco ha proclamato santi i già beati Martiri di Otranto. Ora pare aprirsi un nuovo procedimento: quello di beatificazione di Aldo Moro, salentino all’anagrafe, figura, però, che riguarda non solo l’Italia ma tutto il mondo occidentale.
La prigionia e la morte di Moro sono state vissute da tutti coloro che nel 1978 erano in età di ragione. Abbiamo ammirato, in quella fase, il suo coraggio e il suo pensiero rivolto costantemente alla moglie e ai figli, la sua cristiana sopportazione della prigionia. Ricordiamo pure la lettera di Papa Montini alle Brigate Rosse, pubblicata il 21 aprile di quell’anno con cui chiedeva la liberazione di Moro “senza condizioni”. Sappiamo come andò a finire. Sennonché l’iter si è già messo in moto: Aldo Moro è già stato proclamato “Servo di Dio” e pare che la figlia Agnese abbia detto al riguardo: “Non ne so nulla e non mi interessa”. Si parla pure di miracoli: mons. Francesco Colasuonno, della Nunziatura Apostolica in Mozambico, dopo un assolto di guerriglieri dichiarò che si era rivolto a Moro, di cui aveva un quadro, e fu salvato.
Circa un mese fa, avendo ospite Giovanni Moro, unico figlio maschio del politico magliese, gli ho posto in maniera soft il problema della eventuale beatificazione del padre. La sua reazione non mi è parsa entusiasta, in quanto Giovanni ha avanzato vari interrogativo sull’opportunità, e forse sulla positività, di tale evento. Ho percepito questo malessere come uno stato d’animo maturato in famiglia. Chiuso il discorso, mi sono chiesto il perché di tali perplessità. Sicuramente la famiglia Moro non può dimenticare come il loro padre, nel periodo della segregazione, non avesse avuto nessuno disposto a trattare con le Brigate Rosse, solo i socialisti fecero dei tentativi.
















